Industria, segnali di ripartenza: «Ma servono servizi e personale»

20 Febbraio 2022

Boccanera (Fim Cisl): «La ripresa che si intravede ha bisogno di progettualità, la politica ci creda» L’area su cui puntare è Villa Zaccheo: «Può diventare come la Val di Sangro, le aziende vanno aiutate»  

TERAMO . «La politica torni a credere nell'industria: Teramo può essere come la Val di Sangro, ha tutte le carte in regola per replicare quel tipo di realtà ed anzi superarla». L’appello arriva dal segretario della Fim Cisl Marco Boccanera che nella crescita del settore metallurgico in provincia coglie un segnale di ottimismo per il futuro. Ma, dice, «la ripresa che si intravede non può bastare a un territorio che ha bisogno di progettualità, di investimenti e soprattutto di azioni politiche e istituzionali mirate a far sviluppare un settore che in zone vicine, come appunto la Val di Sangro, ha portato posti di lavoro, miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie ed effetti a catena tramite un indotto vivace e solido», aggiunge Boccanera.
SEGNALI DI RIPRESA
In provincia di Teramo il settore metalmeccanico, dopo il rallentamento degli ultimi anni legato anche al Covid, sta ripartendo. Oggi conta circa settemila addetti, duemila circa nell’automotive. «La ripartenza, che si trascina dietro anche tante piccole aziende legate proprio all’automotive, è lieve ma c’è e fa ben sperare: c’è da capire come proseguirà e si può essere ottimisti nella misura in cui la politica ricomincia a credere che Teramo può vivere di industria», prosegue il segretario che pone l’accento in particolare su una precisa area geografica che è quella di Villa Zaccheo di Castellalto.
le aree su cui puntare
È da qui che, secondo Boccanera, si può partire per attirare investimenti e favorire nuovi insediamenti, ma serve una pianificazione: «È una zona strategica che ha caratteristiche importanti, a partire dai collegamenti con le autostrade. Lì ci sono già realtà industriali consolidate che però si scontrano con problemi enormi: basti pensare ai costi elevatissimi, in alcuni casi pari a 200mila euro all’anno, per le acque grigie. Manca un sistema fognario adeguato e questo è incredibile. Oggi coi fondi del Pnrr si può immaginare una rinascita seria dell'industria teramana coinvolgendo anche il mondo dell'università e della ricerca», insiste il segretario. Il settore metalmeccanico da alcuni anni vede un consistente impiego di donne e di giovani: aspetti che per Boccanera devono spingere ulteriormente la politica e le istituzioni a lavorare per rendere appetibile il territorio.
servono specializzati
Le aziende che oggi sono nel Teramano hanno spesso problemi nel reperire manodopera, soprattutto qualificata: «Servono diplomati con competenze precise e non sempre le scuole danno la giusta preparazione. Servono ingegneri e spesso ci si rivolge all’università dell’Aquila, che però ha già un territorio industrialmente sviluppato con un’alta domanda di figure specializzate. Perché non valutare la nascita di una succursale della facoltà di ingegneria a Teramo?», aggiunge il segretario, per il quale la crescita dell’industria non striderebbe affatto con la geografia teramana.
CONVIVENZA POSSIBILE
Turismo, natura e industria possono convivere «in un sistema ragionato: la nostra provincia, con la perdita di tanti poli industriali, ha visto un progressivo spopolamento di aree interne perché le persone hanno bisogno di lavorare e vanno via. Settori come turismo e servizi non bastano ad assorbire la domanda di lavoro: se non si comprende questo, la provincia continuerà a perdere giovani», conclude Boccanera.
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