Infortuni sul lavoro, casi raddoppiati nei primi mesi 2022

TERAMO. Infortuni sul lavoro raddoppiati. È il dato, riferito al periodo tra gennaio e maggio, fornito dalla Fiom Cgil per la provincia di Teramo. I casi registrati, che fanno riferimento ai numeri...
TERAMO. Infortuni sul lavoro raddoppiati. È il dato, riferito al periodo tra gennaio e maggio, fornito dalla Fiom Cgil per la provincia di Teramo. I casi registrati, che fanno riferimento ai numeri acquisiti dall’Inca Cgil, sono 1.208, con un incremento del 109 per cento rispetto allo stesso lasso di tempo dello scorso anno. Teramo, dunque, risulta la provincia con il più alto incremento percentuale di infortuni sul lavoro in Italia. Il dato numerico resta comunque più basso rispetto al resto della Regione. In Abruzzo, tra gennaio e maggio, sono stati 7.628 gli infortuni in Abruzzo, 3.046 in più del 2021. Di questi, 2.333 in provincia di Chieti (+56%), 1.411 all’Aquila (+45%), 1.567 a Pescara e 1.208 a Teramo. «Come se non bastasse l’Inail teramana è in una situazione in cui mancano dirigenti, in particolare direttore e primario, e i medici presenti sono solo due», spiega Natascia Innamorati, segretaria provinciale della Fiom Cgil, «visti i dati allarmanti, è possibile che con questi numeri sulle denunce di infortunio, l’Inail sia in una condizione in cui è tale la carenza di personale?». Il sindacato, pur comprendendo lo stress del personale che lavora sotto organico, cita un caso specifico. Si tratta della spiacevole situazione di un lavoratore infortunato. «Il medico, dopo averlo visitato approssimativamente, avrebbe sentenziato che quell’infortunio, che ha comportato “un trauma facciale, con ferita al labbro inferiore e frattura dell’incisivo superiore” con prognosi di sette giorni e inabilità assoluta temporanea di lavoro”, come riporta il referto del pronto soccorso», spiega Innamorati, «non fosse occorso sul luogo di lavoro, accusando di fatto il lavoratore».

