Ingegnere teramano ucciso per rapina in Venezuela

11 Marzo 2016

Due banditi gli sparano alla testa per rubargli la macchina. Maurizio Alberto Celli Ursi aveva 54 anni e viveva nella capitale venezuelana con moglie e due figli. E' la terza vittima abruzzese da febbraio

TERAMO. Gli hanno sparato alla testa per rubargli la macchina mentre stava percorrendo una strada nei pressi di Caracas. È stata questa la tragica fine di Maurizio Alberto Celli Ursi, un ingegnere di 54 anni originario di Penna Sant’Andrea che viveva nella capitale venezuelana. Una rapina finita nel sangue, come ne avvengono tante a Caracas e in altre città del Venezuela.

[[(standard.Article) Salta il coprifuoco, ucciso in Venezuela

L’assassinio del professionista teramano è avvenuto la mattina di mercoledì, intorno alle 9 ora locale, le 14.30 in Italia. Celli Ursi stava percorrendo la strada tra Santa Lucia e Petare, un’arteria molto trafficata nell’area metropolitana di Caracas, a bordo del suo pick-up Toyota Hilux color vinaccia, quando è stato affiancato da una o forse due persone (le notizie dal Venezuela sono ancora piuttosto scarne e imprecise) in sella una moto che gli hanno fatto cenno di fermarsi. Celli Ursi deve avere capito subito che si trattava di banditi, poichè questo genere di rapina è piuttosto frequente da quelle parti – nelle stesse ore, sempre a Caracas, un’altra persona è stata uccisa in circostanze analoghe da banditi che volevano rubargli la macchina – ed ha accelerato cercando di liberarsene, senza purtroppo riuscirvi. Maurizio Alberto Celli Ursi lascia la moglie, con la quale era sposato da 27 anni, e due figli. E' la terza vittima abruzzese della mattanza ancora in corso in Venezuela. (ha collaborato Mattia Di Valentino)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

+ + + TUTTE LE ALTRE NOTIZIE SULL'OMICIDIO SUL QUOTIDIANO IL CENTRO  IN EDICOLA OGGI  + + +