Ingoia batterie e detersivi Detenuto in rianimazione

Gli agenti scoprono anche un recluso pronto a fuggire dal penitenziario Il Sappe: «Siamo sempre di meno a gestire molte emergenze psichiatriche»
TERAMO. C’è il detenuto che nel giro di qualche settimana finisce due volte in rianimazione dopo aver ingoiato batterie e detersivi e quello che mette insieme lembi di lenzuola per fare una fune con cui scappare durante l’ora d’aria: storie da Castrogno, di un carcere sempre più sovraffollato anche di reclusi con problemi psichiatrici e con sempre meno agenti. A lanciare nuovamente l’allarme e l’appello è il Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria.
Lo fa tramite il segretario provinciale Giuseppe Pallini che in una nota inviata al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria e al direttore del carcere torna a sollecitare interventi per contenere l’invio di detenuti con problemi psichiatrici nel penitenziario teramano. «In un penitenziario disastrato come quello di Teramo per la caotica organizzazione dovuta alla concomitante gestione di ben cinque differenti circuiti penitenziari», dice Pallini, «la gestione di detenuti di questo tipo diventa veramente difficile e nonostante tutto questi, seppur gravati da numerosi comportamenti contrari al regolamento penitenziario, alcuni dei quali gravissimi, restano stanziati a Teramo». Attualmente gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 170 (a fronte dei 215 previsti) per 325 detenuti. E Pallini elenca una serie di episodi avvenuti negli ultimi giorni. «Un detenuto già in passato sottoposto a sorveglianza a vista ha tentato di impiccarsi ed ora è nuovamente sottoposto a sorveglianza a vista», scrive, «altro detenuto, invece, è stato sorpreso a fare preparativi per un tentativo di fuga. Si segnalano anche due piantonamenti. Circostanze, queste, che vanno ad aggravare la carenza di personale per gli agenti che ogni giorno si vedono costretti a rinunciare al riposo settimanale e alle ferie, sono 14mila le ferie da recuperare, per garantire l’ordine e la sicurezza». Dunque una situazione di caos che ormai da tempo i sindacati segnalano senza però ottenere delle risposte. «Occorre insistere su una specifica carenza di organico», aggiunge Pallini, «che è quantificabile nei termini di circa il 30 per cento delle previsioni ministeriali e questo in un contesto di per sè già caotico come il carcere di Teramo. Gli agenti di polizia penitenziaria sono costretti a estenuanti turnazioni di lavoro, in cui devono ricoprire simultaneamente posti di servizio. E’ necessario assumere iniziative urgenti per ristabilire la sicurezza della sede teramana e la serenità degli operatori».(d.p.)
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