Insegnante accusato di molestie: il giudice nega la scarcerazione

15 Aprile 2022

Respinta la richiesta di revoca degli arresti domiciliari fatta dalla difesa al termine dell’interrogatorio Dopo Pasqua il tribunale del Riesame deciderà sul ricorso presentato contro l’ordinanza

TERAMO. Il 54enne docente teramano accusato di presunte molestie sessuali su tre studentesse resta agli arresti domiciliari. Così ha stabilito il gip Marco Procaccini dopo l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale l’insegnante ha risposto alle domande difendendosi e respingendo le accuse.
Il giudice ha respinto la richiesta di revoca della misura avanzata dall’avvocato Vincenzo Di Nanna nella sua veste di difensore dell’uomo. Prossima tappa, ora, è l’udienza davanti al tribunale del Riesame già fissata per dopo Pasqua: in quella sede i giudici aquilani saranno chiamati a esaminare il ricorso presentato dalla difesa contro l’ordinanza di custodia cautelare per l’insegnante.
L’inchiesta è quella che ha portato agli arresti domiciliari un 54enne teramano insegnante di scienze in un istituto superiore del capoluogo con la pesante accusa di aver palpeggiato tre allieve di età compresa tra i 14 e i 15 anni. I fatti, secondo la Procura, si sarebbero verificati nel corso dell’attività didattica, in aula, alla presenza degli altri studenti e di due insegnanti di sostegno. Le loro testimonianze, tutte raccolte nei verbali di sommaria informazioni, fanno parte della voluminosa ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Procaccini su richiesta del sostituto procuratore Greta Aloisi. L’inchiesta è scattata dopo le segnalazioni arrivate da alcuni genitori delle minori. Accertamenti complessi svolti dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Teramo. I fatti, sempre secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria, sarebbero avvenuti nel periodo compreso tra l’ottobre del 2021 e il febbraio di quest’anno e si sarebbero svolti durante l’orario di lezione, quindi in aula, nei confronti di tre ragazzine di 14 e 15 anni. Nel corso degli accertamenti i militari hanno sentito svariati testimoni nella loro veste di persone informati sui fatti. Non solo, dunque, le parti offese, ma anche i compagni di classe, i colleghi dell’insegnante finito sotto accusa, e altro personale scolastico. A far scattare la richiesta di misura della Procura l’ipotesi del pericolo di reiterazione del reato da parte del docente. Ipotesi, quella della Procura, condivisa dal giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di violenza sessuale. Al momento della notifica dell’ordinanza di custodia cautelare i carabinieri hanno provveduto a sequestrare il computer nella disponibilità dell’insegnante con l’obiettivo di approfondire le indagini che sono ancora in corso.
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