Insulti e botte al figlio minorenne Rinviato a giudizio
L’uomo deve rispondere di maltrattamenti in famiglia La moglie si è costituita parte civile per conto del ragazzo
ROSETO. In diverse occasioni avrebbe insultato, minacciato e percosso il figlio tredicenne. Atteggiamenti violenti ai quali, in alcune situazioni, secondo l’accusa, avrebbe assistito anche il figlio più piccolo e durati fino a quando la moglie, dalla quale si sta separando, non l’ha denunciato.
Una vicenda che ieri mattina è finita sul tavolo del gup Roberto Veneziano, che al termine dell’udienza preliminare ha rinviato l’uomo a giudizio per maltrattamenti in famiglia. Il processo a carico dell’uomo, difeso dall’avvocato Tommaso Navarra, si aprirà il prossimo 4 dicembre. La moglie, assistita dall’avvocato Vincenzo Di Nanna, si è costituita parte civile per conto del figlio. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini i maltrattamenti sarebbero andati avanti da agosto 2018 a febbraio 2019 con l’uomo che, secondo l’accusa, in più occasioni avrebbe sottoposto il figlio a vere e proprie umiliazioni, ingiuriandolo e minacciandolo con frasi quali “Io ti ammazzo, ti faccio mangiare la carotide”, “Io vi ammazzo a te e tua madre”, “Ti massacro davanti a tutti quanti, muoviti a tornare a casa”, come si legge nel capo di imputazione. Ma non solo. Perché, sempre secondo l’accusa, più volte alle minacce e alle ingiurie si sarebbero aggiunte le percosse. E così se in un’occasione l’uomo avrebbe sferrato al figlio un pugno all’addome, un’altra volta gli avrebbe messo le mani al collo urlandogli “Ti ci faccio rimanere”. In un’occasione, inoltre, dopo averlo rimproverato davanti ai suoi amici lo avrebbe portato a casa dicendogli che lo avrebbe massacrato. Dopo la denuncia, presentata dalla moglie, il fascicolo era arrivato sul tavolo della procura di Teramo che al termine delle indagini aveva chiesto per l’uomo il rinvio a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, da quanto si apprende, avrebbe sempre rigettato tutte le accuse, che adesso passeranno al vaglio del dibattimento, negando ogni addebito e sostenendo di aver solo ripreso il figlio, in diverse occasioni, per comportamenti che riteneva inopportuni.
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