Intrappolati nella loro via dalla nuova rotonda

Villa Pavone, la protesta dei residenti di una traversa della statale 80 «Se vogliamo uscire a piedi dobbiamo fare un lungo giro e rischiamo la vita»
TERAMO. Intrappolati tra la statale 80 e la ferrovia. Per i residenti in via Di Vittorio a Villa Pavone l’apertura della mega rotonda davanti al cimitero, che serve agli automobilisti ad aggirare i passaggi a livello nella zona, ha creato disagi più che portare benefici. Lungo quella strada, infatti, è stato chiuso un attraversamento dei binari che fino a poco tempo fa risultava molto utile per raggiungere a piedi o in auto le attività commerciali al centro di Villa Pavone. In un primo momento il passaggio era stato chiuso con una rete da Rfi, la società che gestisce la ferrovia e ha realizzato la mega rotonda, ma a quanto pare molti residenti la scavalcavano per passare dall’altra parte. Così all’altezza del binari è stato costruito un muretto sormontato da una ringhiera che impedisce il transito e di fatto spezza in due la strada.
«Ci hanno tagliato fuori», protestano i residenti, «il passaggio era comodo per arrivare rapidamente anche a piedi a Villa Pavone per una qualsiasi commissione». Nel quartiere si trovano, infatti, alcune attività commerciali e autofficine molto frequentate dai cittadini della zona. «Non c’è possibilità di arrivarci a piedi», osservano i residenti, «se non facendo un lungo giro che lungo la nazionale arriva fino al passaggio a livello davanti alla chiesa di Cartecchio».
Alla scomodità dovuta all’allungamento notevole del percorso, decisamente più breve e diretto prima che venisse murato il passaggio a livello in via Di Vittorio, si aggiungono i rischi per la carenza di marciapiedi e di segnaletica a terra. «Hanno ridisegnato le strisce, ma mancano gli attraversamenti pedonali», rilevano i cittadini, «e sulla statale c’è molto traffico, con auto che passano anche ad alta velocità». Chi vuole risparmiare tempo si avventura lungo le bretelle che collegano la nazionale alla nuova rotonda e alla viabilità interna nei pressi del cimitero, ignorando i cartelli che indicano il divieto di transito da parte dei pedoni. L’assenza di marciapiedi, infatti, rende pericoloso il nuovo percorso per chi si sposta a piedi, ma qualcuno preferisce rischiare piuttosto che affrontare l’ampio periplo per arrivare al cimitero e di qui a Villa Pavone.
A sopportare i maggiori disagi, a detta dei residenti, sono sopratutto gli anziani. «Sono molto limitati negli spostamenti», affermano, «non possono più uscire a piedi». Le stesse difficoltà coinvolgono i cittadini che arrivano con il bus, le cui fermate sono lungo la statale 80 e tra l’altro in punti poco protetti rispetto al transito delle auto.
Una soluzione parziale arriverà con la prevista apertura del sottopassaggio pedonale in via di realizzazione nei pressi dell’incrocio con via Melozzi per il collegamento diretto tra la Ss 80 e Villa Pavone. «I lavori vanno conclusi in fretta», concludono i residenti, «non possiamo convivere a lungo con questa scomodità».
Intanto il consigliere comunale di zona, Luca Corona, ha chiesto di adeguare la segnaletica verticale a ridosso della nuova rotonda perché, a suo avviso, chi non è del posto e transita sulla statale 80 fa fatica a capire in quale direzione si trovino il centro di Teramo e Villa Pavone. Corona segnala recenti casi di automobilisti che si sono persi nella zona.
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