«Inutili tentennamenti sul nuovo presidio»

18 Novembre 2019

Il consigliere Verna (ex Pd) critica l’azione di D’Alberto: troppa lentezza nelle decisioni importanti

TERAMO . «L’amministrazione tergiversa sul nuovo ospedale e su altri argomenti importanti». Maurizio Verna, consigliere comunale ex Pd ma rimasto nelle file della maggioranza, oggi non parteciperà alla seduta congiunta con L’Aquila all’Emiciclo sul tema della nuova struttura sanitaria.
Non parteciperà un po’ per impegni personali, ma anche perché non condivide la strategia seguita finora dalla coalizione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto. Il nuovo ospedale, secondo lui, non è l’unica questione su cui l’amministrazione viaggia a un passo troppo lento «vista la mancanza di scelte su altri argomenti importanti, soprattutto nel campo urbanistico d iniziare da un’idea di città necessaria per affrontare ogni scelta». Nel merito della questione relativa alla struttura sanitaria Verna sottolinea la mancanza di comprensione di due aspetti fondamentali. «La prima è che l’offerta sanitaria teramana non è all’altezza delle aspettative dei cittadini, come dimostrato dalla grande mobilità passiva verso le strutture ospedaliere di altre regioni», osserva, «la seconda è che sono arrivati 82,4 milioni di euro cash, e non bruscolini, per realizzare un ospedale a Teramo: l’ultima volta è successo oltre 50 anni fa». Il consiglio congiunto con l’Aquila per sollecitare una deroga al decreto Lorenzin sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, che penalizzerebbe i due capoluoghi, per l’ex Pd ha il sapore di «un tentativo di prendere tempo, anche perché per fare questo bisognerebbe essere appoggiati dagli attuali parlamentari teramani e qui mi fermo». Secondo lui «il tergiversare della mia amministrazione sta molto vicino al timore sia di scontentare qualcuno che di fare scelte importanti».
Verna, però, ricorda che il ruolo degli eletti è di assumere responsabilità. «Il tergiversare significa ritardo e con l’offerta attuale sanitaria che abbiamo non possiamo permettercelo», afferma, «perché se farlo prima o dopo significa anche salvare vite umane prima o dopo». C’è il rischio, tra l’altro, di perdere un finanziamento già disponibile per la struttura sanitaria. «Tergiversare, su questa scelta come su altre, porta anche a un peregrinare tra Roma e L’Aquila, come per la ricostruzione che per il nuovo ospedale», fa sapere, «che deve avere un suo limite ed un suo tempo: le fasi successive sono quelle decisionale e dell’agire».
La conclusione è un suggerimento ma anche una bacchettata a D’Alberto. «Se fossi sindaco di una città che attualmente ha una offerta sanitaria non soddisfacente e un importante finanziamento», chiosa Verna, «metterei al primo posto del mio agire la realizzazione del nuovo ospedale sul mio territorio comunale».
Gennaro Della Monica
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