Investimenti-truffa in Borsa: processo bis al broker Di Eusanio

Il pm Aloisi cita a giudizio il mediatore finanziario teramano già imputato per altri cinque casi L’accusa: avrebbe raggirato otto persone intascando indebitamente oltre 600mila euro
TERAMO. Insieme a due complici, dirigenti del gruppo finanziario per il quale operava come responsabile di zona, avrebbe prospettato a otto persone la possibilità di redditizi investimenti sui mercati azionari (con rendimenti fino al 20%) che, invece, si rivelavano puntualmente dei flop. Avrebbe quindi truffato i propri clienti, con l’aggravante di aver cagionato loro danni patrimoniali di rilevanti entità. Un calcolo approssimativo dei soldi che sarebbero stati indebitamente intascati e mai restituiti a queste otto persone supera i 600mila euro. Con questa ipotesi accusatoria il pubblico ministero Greta Aloisi ha firmato un decreto di citazione diretta a giudizio per Alessandro Di Eusanio, il commerciante e mediatore finanziario teramano di 50 anni già a processo dal giugno scorso davanti al tribunale di Teramo per altri cinque casi simili. Per Di Eusanio, insomma, a partire dal prossimo ottobre ci sarà un processo bis. Questo perché le persone che lo hanno denunciato lo hanno fatto in tempi diversi e, probabilmente per vergogna, con un certo ritardo rispetto ai fatti (datati dal 2006 al 2011).
Nel processo già cominciato Di Eusanio è imputato insieme alla collaboratrice Janet Cortellucci, 43 anni. In quello che deve cominciare i coimputati sono i milanesi Ferdinando Fiorillo di 58 anni, formalmente residente in Spagna ma di fatto irreperibile, e Primo Visigalli di 56, rispettivamente presidente e vice presidente del Trade Community Group. Di Eusanio, secondo l’accusa, agiva in nome e per conto dei due. Oltre alla truffa aggravata in concorso il pm Aloisi contesta ai tre la violazione del testo unico in materia bancaria e creditizia per aver svolto attività di raccolta del risparmio, che è vietata a soggetti diversi dalle banche.
Quale era, secondo l’accusa, il meccanismo della truffa? Più o meno sempre lo stesso. Di Eusanio, nel far versare ai clienti le somme previste dai piani di investimento, di volta in volta consegnava loro in garanzia degli assegni post-datati il cui importo era comprensivo di capitale ed interessi e, in alcuni casi, anche dei certificati di deposito di una società – la XConsulting Ltd – presentata come banca d’affari, ma che in realtà era una mera holding di partecipazione, sostanzialmente priva di operatività. Per rinviare il ricorso alle vie legali dei risparmiatori, che si accorgevano ben presto che i rendimenti promessi non c’erano e la cui fiducia iniziale dunque veniva meno, il broker versava loro dei parziali rimborsi. La differenza tra quanto versato dai clienti e quanto restituito in alcuni degli otto casi che sono oggetto del processo bis è enorme: 170mila euro per un cliente teramano, addirittura 276mila per una donna pescarese, 117mila per un’altra donna residente in Austria.(d.v.)
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