Irruzione al rave party, 18 denunciati

C’erano anche tre pitbull a fare la guardia al raduno non autorizzato sulla spiaggia di Scerne con oltre cento giovani
PINETO. Un rave party non autorizzato con tanto di pitbull a fare da guardia nel vano tentativo di alcune centinaia di partecipanti di non essere disturbati. È quello scoperto a Scerne di Pineto, sul tratto di spiaggia libera che si trova davanti al Mercatone 1. A fare irruzione nella notte tra sabato e domenica sono stati i carabinieri che hanno denunciato 18 giovani per invasione di terreni: si tratta di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni di Pineto, Silvi, Montesilvano, Pescara e L’Aquila. Tra loro anche alcuni di Bergamo. Complessivamente i militari si sono trovati a fronteggiare più di centinaio di partecipanti, ma alla vista delle divise c’è stato un fuggi-fuggi generale. Addosso ai ragazzi identificati non è stata trovata nessuna sostanza stupefacente.
La cronaca racconta ore movimentate con l’irruzione dei militari avvenuta dopo alcune segnalazioni. In azione quelli del nucleo radiomobile della compagnia di Giulianova e della stazione di Pineto che poco dopo le 3 sono intervenuti nel tratto di spiaggia libera che si trova davanti al Mercatone 1. Qui, secondo la versione fornita dall’Arma, centinaia di ragazzi si erano ritrovati per un rave party non autorizzato organizzato nella notte di San Lorenzo. Sull’arenile alcuni falò e i cani che, molto probabilmente, erano stati portati proprio con l’obiettivo di tenere alla larga chiunque potesse contrastare il raduno, a cominciare proprio dalle forze dell’ordine. I carabinieri, dopo aver bloccato i cani, hanno fatto irruzione e, come era prevedibile, la loro presenza ha scatenato un fuggi-fuggi generale. La folla si è dispersa, in molti sono riusciti a raggiungere delle vetture lasciate in sosta in un’area vicina alla statale 16. I militari hanno identificato 18 ragazzi che sono stati denunciati per invasione di terreni. In questo caso si procede d’ufficio visto che, così prevede il codice penale, il fatto è stato commesso da più di dieci persone. Naturalmente le indagini dei militari non si fermano all’identificazione dei 18. Sono in corso, infatti, ulteriori accertamenti nel tentativo di dare un nome anche ad altri partecipanti. E in questa prospettiva un contributo potrà arrivare dalle immagini di alcuni impianti di videosorveglianza sulla statale 16 che potrebbero aver ripreso le auto in fuga. Non è la prima volta che nel Teramano le forze dell’ordine scoprono rave party non autorizzati.
Nel novembre dell’anno scorso la polizia fecero irruzione nel capannone di una vecchia azienda di laterizi a San Nicolò, alle porte di Teramo, dove si erano radunati circa 600 ragazzi provenienti da tutta Italia.
In precedenza, sempre nel Teramano, un altro caso a Colledara dove in una cinquantina si erano dati appuntamento in una zona isolata lontana dal centro abitato. Qui i partecipanti avevano montato altoparlanti per diffondere la musica . In quell’occasione vennero identificate 29 persone tra i 19 e i 33 anni arrivate da Terni, Roma, Pescara, Teramo, L'Aquila, Alatri e Pordenone.
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