Ispezione di Mariani al pronto soccorso

14 Agosto 2024

GIULIANOVA. «Il pronto soccorso di Giulianova dovrebbe avere in organico dieci medici compreso il coordinatore, mentre ne ha appena sette, e questo determina enormi difficoltà nell’organizzare il...

GIULIANOVA. «Il pronto soccorso di Giulianova dovrebbe avere in organico dieci medici compreso il coordinatore, mentre ne ha appena sette, e questo determina enormi difficoltà nell’organizzare il lavoro». Così Sandro Mariani, presidente della commissione vigilanza in consiglio regionale, che ieri mattina ha iniziato da Giulianova le ispezioni previste nei pronto soccorso degli ospedali di tutto l’Abruzzo. Lo ha fatto insieme al dirigente Piergiorgio Casaccia, al direttore sanitario del “Maria Santissima dello Splendore” Manuela Di Virgilio e al direttore sanitario della Asl teramana, Maurizio Brucchi.
«Ho scelto di iniziare il mio giro ispettivo sulla costa perché in piena estate, con la presenza di turisti e villeggianti, i pronto soccorso delle località di mare devono fare i conti con un deciso aumento degli accessi», spiega Mariani, «purtroppo stamane ho potuto toccare con mano le grandi criticità che da più parti vengono denunciate, e come la sanità abruzzese abbia forti difficoltà strutturali in termini di personale medico. Il pronto soccorso giuliese registrava, già in mattinata, un numero elevato di pazienti in visita o in attesa, malgrado fosse presente solo un codice rosso, e c’erano circa venti utenti in attesa tra quelli in visita e quelli ancora da visitare». Mariani infine ringrazia medici e infermieri che, nonostante le difficoltà, garantiscono il servizio.
«Purtroppo, quanto riscontrato a Giulianova dà l’esatta dimensione dello stato di salute della nostra sanità e di come la più volte sbandierata programmazione sanitaria, che sulla carta può sembrare efficace ed efficiente, calata poi nella vita reale mostra tutte le sue pecche e le sue lacune», conclude Mariani, «per non parlare poi delle difficoltà economiche in cui versano le quattro Asl abruzzesi, che rendono di difficile attuazione gli atti di programmazione sanitaria che emana la nostra Regione, abbassando di conseguenza la qualità dei servizi offerti». (l.v.)