Istituto zooprofilattico: un’officina per produrre kit diagnostici e vaccini

Il dg D’Alterio: «Ci permetterà di stare sul mercato internazionale» Intitolato all’accademico Dionisi il nuovo spazio verde dell’istituto
TERAMO. «L’officina farmaceutica che inauguriamo oggi ci consentirà di ampliare in maniera considerevole la nostra produzione di antigeni, reagenti, kit diagnostici e vaccini. Negli ultimi anni le richieste del mercato, anche estero, sono aumentate e di pari passo è cresciuta la nostra capacità di sviluppare nuovi prodotti: da qui la necessità di dotarci di una struttura all’avanguardia in grado di soddisfare i requisiti di legge necessari per ottenere l’autorizzazione ministeriale all’immissione in commercio dei nostri prodotti, ma anche di elevare la flessibilità operativa, potenziare la sicurezza degli operatori, minimizzare il rischio di contaminazione nei processi di produzione, ottimizzare la riproducibilità e la qualità dei prodotti». Con queste parole il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, Nicola D’Alterio, ha presentato ieri la nuova officina farmaceutica intitolata a Bernardo Di Emidio, dirigente veterinario dell’Istituto scomparso prematuramente nel 2004 e, per l’occasione, ricordato nel toccante discorso commemorativo di un suo allievo, Federico Ronchi.
Prima del taglio del nastro il vescovo di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi, ha benedetto la struttura evidenziando l’importanza del progresso scientifico e l’impegno incessante dell’Istituto in questo campo. Dopo un breve giro all’interno dell’officina farmaceutica, autorità e organi di informazione hanno raggiunto il nuovo parco ecosostenibile dell’istituto, a ridosso del lungofiume cittadino, intitolato ad Antonio Dionisi, l’Accademico d’Italia nato a Pietracamela nel 1866, primario e titolare della cattedra di anatomia patologica all’Università di Roma che portò avanti un approccio olistico ante litteram sulla malaria. Nel 2018 l’Istituto ha pubblicato il libro “Antonio Dionisi: medico, scienziato, Accademico d’Italia” della docente Carla Tarquini, che insieme al dg D’Alterio ha scoperto il busto in bronzo di Dionisi posato nel parco.
La cerimonia è proseguita con saluti istituzionali e interventi. Marco Ianniello del ministero della Salute, direttore dell’ufficio che coordina gli Istituti zooprofilattici sperimentali, ha ricordato: «30 anni fa, nel 1992, l’Istituto di Teramo già produceva l’antigene per la Brucellosi. Questo istituto ha il merito di aver internazionalizzato la sanità veterinaria del nostro Paese, ecco perché il ministero non ha esitato nel sostenere la realizzazione dell’officina farmaceutica». La struttura ha richiesto tre anni di lavori, è costata sei milioni di euro ed è stata finanziata quasi interamente da fondi messi a disposizione dal ministero della Salute: l’Istituto ha contribuito con circa 300mila euro di fondi propri. Una struttura composta da due unità separate – una da 370 metri quadri, l’altra da 245 – progettata per consentire la produzione simultanea dei principali diagnostici realizzati e commercializzati dall’Izs di Teramo e aumentare l’offerta sul mercato nazionale e internazionale di prodotti innovativi per la diagnosi e la profilassi delle malattie animali e delle zoonosi.
L’ultimo intervento è stato quello dell’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì che ha evidenziato l’aspetto umanitario, oltre che scientifico, dell’Istituto e la sua capacità di saper sempre interpretare il presente, quindi anche l’emergenza pandemica.(red.te)
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