Istruzione, Mirella Marchese dà battaglia sul coordinatore pedagogico negli asili

17 Giugno 2020

L’introduzione della figura del coordinatore pedagogico accende il confronto nella commissione Istruzione pubblica del Comune. È questa una delle modifiche apportate al regolamento degli asili nido...

L’introduzione della figura del coordinatore pedagogico accende il confronto nella commissione Istruzione pubblica del Comune. È questa una delle modifiche apportate al regolamento degli asili nido che andrà in consiglio il 30 giugno sul quale l’opposizione ha manifestato perplessità. La scelta non convince in particolare Mirella Marchese, secondo cui potrebbe creare una sorta di discriminazione tra gli alunni. «Il coordinatore, secondo quanto riferito dall’amministrazione, tra gli altri compiti avrebbe quello di differenziare i percorsi didattici», spiega, «qualora in un asilo emergessero specifiche esigenze o particolari difficoltà rispetto a un altro». Secondo la consigliera, ex vicesindaco nella passata consiliatura, questa prospettiva penalizzerebbe i bambini che ad esempio risultassero a disagio. «Un bambino in difficoltà va portato allo stesso livello degli altri senza differenziare il percorso», spiega, «in questo caso sarebbe più utile uno psicologo». La consigliera Marchese sollecita anche l’applicazione della disposizione del contratto collettivo delle insegnanti che consente l’estensione dell’apertura del nidi oltre la scadenza dell’anno scolastico fino a un massimo di 42 settimane. «Le strutture resterebbero in funzione fino a luglio», osserva, «fornendo un grosso aiuto alle famiglie». Per l’assessore Andrea Core, però, questo aspetto non va disciplinato nel regolamento. «Si tratta di un argomento da affrontare a livello sindacale», spiega, evidenziando che per l’estate ormai imminente il Comune attiverà un centro estivo secondo le disposizioni previste dai decreti seguiti all’emergenza sanitaria, impegnando il proprio personale. Sul coordinatore pedagogico l’assessore fornisce un’interpretazione opposta quella di Marchese. «Si tratta di una figura essenziale proprio per uniformare i percorsi», rileva, «non per creare discriminazioni». Polemiche hanno accompagnato la mancata partecipazione alla seduta di Francesca Di Timoteo. «Era stata assicurata la possibilità di collegamento da remoto», fa sapere, «che invece non c’è stata».
Riunita anche la commissione Cultura, che ha eletto Paolo Di Sabatino come suo nuovo presidente. (g.d.m.)