Italia Nostra: Comuni uniti per la variante alla statale 16

25 Febbraio 2020

Dopo l’invasione dei Tir l’associazione ambientalista e il comitato del paesaggio chiedono un progetto coordinato: «Altrimenti spostiamo solo il problema altrove»

SILVI. Serve una variante alla statale 16 sul territorio di Silvi, ma per poterla realizzare è necessario che l’amministrazione silvarola si accordi con i Comuni limitrofi, a cominciare dalla confinante Città Sant’Angelo, È la richiesta avanzata dalle sezioni abruzzesi di Italia Nostra e dal Cap (Comitato abruzzese del paesaggio). Le due associazioni «ritengono che il Comune di Silvi debba coordinarsi con atteggiamento unitario ai Comuni contermini e debba impegnare Regione ed Anas ad una progettazione complessiva, ambientalmente sostenibile, della viabilità di attraversamento dei centri urbani di cui la tratta comunale possa costituire uno stralcio; mettendo, inoltre, la difesa del versante collinare tra le priorità, quale elemento decisivo di naturalità del paesaggio adriatico». Quello che è accaduto nei giorni scorsi, con l’invasione dei Tir sulla ss 16 a causa della chiusura al traffico pesante del viadotto Cerrano dell’autostrada a14, sostengono le associazioni, ha rappresentato «l’aggravamento di un problema ben noto, dato che il tracciato della ss 16 Adriatica, che dovrebbe consentire l’attraversamento agevole della conurbazione costiera per i movimenti locali, si presenta oggi con varianti per i centri abitati incomplete che, addirittura, si arrestano inopinatamente a Montesilvano. L’emergenza determinatasi richiama quindi all’attenzione dell’Anas, della Regione e degli Enti locali un problema del passato, semplicemente rimosso e per il quale è necessario riprendere, con visione sovracomunale, la programmazione delle soluzioni. Il Comune di Silvi, osservano Italia Nostra e il Cap, ha predisposto un tracciato alternativo alla statale 16, «ma esso appare mal dimensionato dal punto di vista degli impatti ambientali ed economici. L’amministrazione comunale, pressata dai cittadini, giustamente indignati, ha approvato un progetto di fattibilità per una nuova soluzione, sempre limitata al suo territorio, che prospetta minori costi ed il recupero di alcune tratte esistenti. Appare tuttavia di immediata evidenza che il problema posto non possa risolversi a livello comunale perché il rischio implicito è semplicemente quello di spostare i disagi un po’ più in là; i flussi di traffico vanno valutati nei tratti precedenti quanto in quelli successivi al territorio comunale, garantendo un efficace scorrimento. Inoltre, il raccordo con l’attuale tracciato della SS.16, dove finisce la sua ultima, incompiuta variante, all’altezza del cimitero di Montesilvano resta una imprescindibile condizione di coerenza di scala territoriale. Quindi occorre richiamare gli Enti sovraordinati ad un impegno in tal senso con il coinvolgimento dei Comuni interessati».