Italia Nostra: «Salvate l’ex fornace Franchi»

L’associazione ricorre al Tar e chiede di modificare il progetto del gruppo Globo
MARTINSICURO. Il presidente regionale di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, chiede di modificare radicalmente il progetto che prevede la realizzazione, da parte del gruppo Globo, di un contenitore commerciale nell’ex fornace Franchi, secondo Italia Nostra «una significativa testimonianza di archeologia industriale che si vuole cancellare». L’associazione ha presentato un ricorso al Tar chiedendo di annullare gli atti di assenso del Comune al progetto, a suo giudizio «inficiati da una serie di forzature e illegittimità».
Vinciguerra evidenzia che le fornaci rappresentano uno «degli elementi caratteristici del paesaggio collinare abruzzese, memoria di un comparto produttivo dinamico che ha accompagnato lo sviluppo dell’urbanizzazione costiera della regione». Secondo il presidente di Italia Nostra «il progetto di ristrutturazione edilizia e cambio di destinazione d’uso presentato dalla Mare Blu spa e accolto dal Comune prevede di fatto la distruzione della fornace Franchi, fondata all’inizio del Novecento; in tal modo, anch’essa subirà la stessa sorte della attigua fornace Fiore. Le modifiche apportate alla fornace negli anni ’50 fanno dire ai progettisti del centro commerciale che i manufatti ancora presenti non rivestono alcuna valenza storico testimoniale. Tali considerazioni sono state ritenute evidentemente probanti dalla Soprintendenza, in quanto hanno interrotto l’avviato iter per la dichiarazione di interesse culturale del bene, nonostante provenissero da parte interessata alla realizzazione edilizia e contraddicessero gli elementi che avevano motivato l’apertura dell’istruttoria». Vinciguerra evidenzia che il Comune di Martinsicuro aveva stabilito nel proprio Prg la conservazione dei manufatti esistenti e continua: «La recente approvazione del distruttivo progetto contraddice, quindi, in modo del tutto inopportuno, la stessa regola che con il Prg il Comune si era data».
Per Italia Nostra «ben oltre il previsto mantenimento della ciminiera dell’impianto sono sicuramente da salvaguardare i resti del forno di cottura dei laterizi e la lunga facciata est della fabbrica, che con la sua caratteristica sequenza di aperture caratterizza il paesaggio di Villa Rosa». Per tutto ciò chiede «una profonda revisione del progetto».(red.te)

