Italia Viva boccia D’Alberto «Non ha coraggio né visione»

Il consigliere Di Teodoro ricorda una serie di progetti proposti e mai portati a compimento «È un’amministrazione delle false promesse affetta da un patologico immobilismo»
TERAMO. Grande ipocrisia, immobilismo e inganno. Sono alcune delle parole usate dal consigliere comunale di Italia Viva Osvaldo Di Teodoro, ex ‘Teramo 3.0’, per descrivere l’operato del sindaco Gianguido D’Alberto e della maggioranza. Sono tutt’altro che spenti gli echi delle polemiche che hanno scandito il riassetto di giunta e maggioranza con l’esclusione dei renziani. Così il consigliere trasmigrato dalla civica al partito dell’ex premier Renzi invia al primo cittadino l’ennesima lettera aperta del serrato confronto epistolare che ha caratterizzato il concepimento e la nascita nella nuova fase politica amministrativa in Comune.
La «grande ipocrisia» sarebbe quella con cui D’Alberto e gli alleati, tra cui i civici che hanno aderito al nuovo corso partendo dall’opposizione, hanno cosparso di «buoni sentimenti simulati» la loro attività, o meglio il «patologico immobilismo», al solo scopo di «trarre in inganno» la comunità teramana. Di Teodoro mette nero su bianco un pesante atto di accusa. «Il trascorrere del tempo dissipa le false promesse e le farisaiche buone intenzioni», fa sapere, «lasciando emergere la pochezza di un’azione amministrativa che si è rivelata priva di coraggio e, peggio ancora, priva di visione». A dimostrarlo sarebbero i progetti che ha presentato finora senza ottenere l’avallo della maggioranza. Il consigliere cita il parcheggio da allestire nell’area di risulta dell’ex mercato all’ingrosso di Campo della Fiera. «Già da un anno e mezzo avrebbe potuto essere operativo», sottolinea, «rendendo un servizio pubblico, fungendo da piastra per i furgoni del mercato settimanale del sabato, al prezzo simbolico di un euro al mattino e un euro al pomeriggio». Tra le incompiute c’è il piano del decoro urbano «proposto, discusso e promesso: ma a oggi nessun riscontro», così come la riorganizzazione del mercato settimanale con la proposta di utilizzo di altre aree, rimasta inevasa. Niente da fare anche per l’apertura al pubblico del cortile dell’ex carcere di Sant’Agostino, che ha prodotto solo una delibera di inizio dicembre, e dei giardini dell’ex Regina Margherita, la cui procedura si è arenata a metà ottobre. Nel lungo elenco dei progetti fantasma rientrano l’impiego in lavori di pubblica utilità dei destinatari del reddito di cittadinanza, il Goldrake da collocare in piazza Garibaldi «inspiegabilmente bocciato dall’amministrazione», il collegamento con bus navetta tra il mega parcheggio di piazza San Francesco e il centro storico, nonché l’allestimento di un parco archeologico urbano di cui il consigliere si è occupato partendo da un’idea di Walter Mazzitti ma del tutto ignorato dalla giunta. Di Teodoro segnala anche «procedure prive di trasparenza» nella gestione delle iniziative per il Natale teramano e dei relativi fondi, la mancata attivazione dell’ufficio riscossione comunale, previsto nel programma elettorale «ma mai concretamente discusso per una inspiegabile resistenza della stessa maggioranza», che avrebbe anche osteggiato la trasformazione in società in house del Cope, il consorzio per la progettazione europea. Di esempi il consigliere ne cita altri, aggiungendo che non sono neppure tutti. Bastano comunque, secondo lui, a palesare «una deliberata volontà di osteggiare ogni genuino tentativo di migliorare la triste – se non tragica – situazione in cui vive la nostra martoriata città».
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