Italia Viva verso l’addio Luzii: «Siamo stati isolati»

28 Gennaio 2020

Il consigliere accusa: «La nostra attività ha dato fastidio e suscitato invidie» Nella giunta a nove un assessore sarà designato direttamente dal sindaco

TERAMO. Se non è uno strappo definitivo poco ci manca. Il messaggio lanciato via Facebook da Giovanni Luzii, consigliere comunale ex Teramo 3.0 confluito in Italia Viva con i colleghi di lista Osvaldo Di Teodoro e l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni, nonché Flavio Bartolini, fuoriuscito dal Pd, lascia poco margine alle interpretazioni. Parla di «invidie e isolamento», oltre che di «gelosie» interne alla maggioranza, rendendo evidente quel malessere da cui deriverebbe l’esclusione del nuovo gruppo dalla nuova coalizione allargata prospettata dal sindaco Gianguido D’Alberto. L’attività di Teramo 3.0, oggi Italia Viva, con «il gran numero di mozioni consiliari presentate, non meramente politiche e insignificanti come tante altre» secondo Luzii ha dato fastidio «a chi pensa la politica solo come mera occupazione di incarichi e prebende pubbliche». Il riferimento agli alleati è chiarissimo anche nel passaggio successivo. «Abbiamo dettato all’amministrazione una via di risanamento e iniziativa sul territorio», prosegue il consigliere, «ma in risposta abbiamo ricevuto invidie e isolamento». Ampi riconoscimenti ha ottenuto, sempre a detta di Luzii, l’operato dell’ex vicesindaco Marroni, «che a detta di tutti ha svolto il suo compito con indiscutibile professionalità». Le gelosie suscitate «da parte di personaggi», che evidentemente appartengono alla coalizione che affianca D’Alberto, dimostrano «che la strada è quella giusta». Il messaggio si chiude con un monito rivolto direttamente ai detrattori e ormai con ogni probabilità ex alleati. «Ma i teramani sanno e sono più intelligenti di quanto crediate... avanti tutta».
Senza Italia Viva l’operazione lanciata dal sindaco si chiuderebbe, nella migliore delle ipotesi, a numeri invariati per la maggioranza. I tre consiglieri renziani verrebbero di fatto rimpiazzati dai civici, eletti in quota alla minoranza, Mauro Di Dalmazio, Graziano Ciapanna e Giovanni Cavallari. Più che di un allargamento, dunque, si tratterebbe di un riassetto della maggioranza che, per gli alleati secondo cui l’atteggiamento degli ex Teramo 3.0 è sempre stato ambiguo, si tradurrebbe comunque in un consolidamento politico. La giornata di ieri, almeno ufficialmente, non ha fatto però registrare progressi significativi nella ridefinizione dello schieramento e di conseguenza nella ricostituzione della giunta azzerata. Di sicuro c’è che l’estromissione di Italia Viva lascerebbe vuota la casella occupata fino alla settimana scorsa da Marroni. Se però quel posto andasse a uno dei tre civici provenienti dall’opposizione, cambierebbero gli equilibri tra le rappresentanze di genere imposti dalla cosiddetta quota rosa. D’Alberto dovrebbe nominare un’altra donna e a quel punto gli assessori diventerebbero almeno otto, anche se la soluzione più pronosticata è il salto da sette a nove, con una designazione diretta del sindaco.
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