Italprefabbricati salva 200 posti di lavoro

29 Agosto 2015

Accordo tra azienda e sindacati: con l’acquisizione del gruppo Rdb diventa un colosso nazionale del settore

ROSETO. «Siamo molto soddisfatti dell’accordo che rende la nostra azienda la prima produttrice di prefabbricati a livello nazionale e una delle più importanti in Europa». È il commento a caldo di Alfonso D’Eugenio, patron della Italprefabbricati Spa di Casoli di Atri, all’indomani dell’acquisizione del gruppo Rdb, altro colosso del settore, da tempo in difficoltà.

Infatti giovedì sera azienda, organizzazioni sindacali e lavoratori hanno sottoscritto il verbale di accordo che sancisce di fatto l’acquisizione da parte della Italprefabbricati, del più grande gruppo italiano di manufatti, la Rdb appunto. Grazie a questa operazione, dunque, l’impresa atriana diventa la più grande azienda produttrice di manufatti in Italia, strategicamente posizionata con tre stabilimenti: uno a nord (Piacenza), uno al centro (Casoli e Tortoreto) e uno al sud (Caserta), coprendo così l’intero territorio nazionale. Tra ieri e oggi c’è stato il passaggio di consegne di tutti gli stabilimenti rilevati, con il passaggio dalla curatela fallimentare alla Italprefabbricati.

Infine giovedì sera, dopo cinque ore di trattativa, si è conclusa anche la fase che riguarda direttamente l’occupazione e quindi i lavoratori. Il punto di partenza del 12 febbraio 2015 era fallimento e cessazione totale delle attività del gruppo Rdb con ancora circa 500 lavoratori a libro paga, quasi tutti in cassa integrazione straordinaria. Il punto di arrivo contenuto nell’accordo di giovedì è di 200 lavoratori assimilati dalla Italprefabbricati in due anni, con assorbimento graduale legato ai fatturati acquisiti.

Si partirà con 71 lavoratori, ripartiti per i tre centri produttivi di Tortoreto, Valmontana/Pontenure (Piacenza) e Bellona (Caserta). Lo stabilimento di Tortoreto verrà smantellato e 19 lavoratori verranno assunti a Casoli di Atri, mentre gli altri due verranno potenziati con investimenti cospicui e resi produttivi tanto da impiegare a regime 90 unità lavorative. «È proprio il caso di dire che mai ferie estive sono state spese meglio», è il commento soddisfatto di Giancarlo De Sanctis, della Filca Cisl di Teramo, «sì, perché i risultati raggiunti nell’accordo, senza peccare troppo di campanilismo, sono frutto di estenuanti trattative condotte dalle organizzazioni sindacali teramane e dai rappresentanti della Italprefabbricati durante il mese di agosto, riducendo le ferie a qualche giorno sparso qua e là. Però ne è valsa la pena visto che l’accordo sottoscritto riflette e ripaga il lavoro effettuato». «Di meglio si può sempre fare», ironizza Silvio Amicucci della Fillea Cgil, «ma è indubbio che è stato stipulato un buon accordo frutto del lavoro svolto in loco. Ma il lavoro del sindacato non è ancora finito: ci saranno infatti verifiche trimestrali per controllare da vicino che quanto stabilito sulla carta venga effettivamente realizzato». Una vittoria su tutti i fronti, quindi, che soddisfa sindacati, lavoratori e la stessa azienda. «Abbiamo acquisito un colosso che aveva alle spalle 109 anni di attività», dice ancora D’Eugenio, «in questo momento (ieri per chi legge, ndc) sto prendendo materialmente in consegna lo stabilimento di Tortoreto, dopo aver fatto altrettanto nei giorni precedenti con le altre strutture sul territorio nazionale. Ma oltre a capannoni e uffici, abbiamo rilevato anche sistemi produttivi e tecnologie, pertanto la prima fase sarà quella di ottimizzare le risorse iniziando nel contempo a rinforzare la squadra produttiva insieme a quella amministrativa e commerciale». Un lavoro imponente che Lino, così per gli amici chiamano Alfonso D’Eugenio, porterà avanti insieme ai figli Marino e Gianna. «Io resterò amministratore di Italprefabbricati e ora anche di Rdb», svela D’Eugenio, «mio figlio è responsabile generale commerciale mentre a mia figlia Gianna compete la responsabilità amministrativa».

Federico Centola

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