L’acqua del Tordino diventa nera Frantoi sotto accusa

21 Novembre 2015

L’episodio d’inquinamento parte dal torrente Fiumicino Il Wwf avvisa la Forestale e accusa: «Danni gravissimi»

TERAMO. Ancora due gravi episodi d’inquinamento hanno interessato i corsi d’acqua teramani, in questo periodo monitorati dalle associazioni ambientaliste visto che le sostanze presenti in acqua, secondo il Wwf, sono riconducibili alle attività di molitura delle olive in corso nei frantoi. Gli ultimi casi, evidenziati in una nota del Wwf Teramo e segnalati al Corpo forestale, riguardano il fiume Tordino e un suo affluente, il torrente Fiumicino. Le acque e il fondo del fiume Tordino sono apparsi completamente neri a valle del ponte della strada provinciale che da San Nicolò sale a Castellalto e Canzano. Stesso colore è stato osservato per il torrente Fiumicino nel tratto a valle del ponte della ferrovia e a monte poco prima del punto in cui confluisce nel fiume Tordino. Da un primo esame il tratto torbido sembra iniziare sul Fiumicino per poi trasferirsi al Tordino dopo la confluenza tra i due corsi d’acqua.

Claudio Calisti, presidente del Wwf Teramo, spiega che sulla base di casi analoghi avvenuti negli anni precedenti dovrebbero esserci scarichi illegali di sostanze derivanti da attività di frantoi. «L’acqua e il fondo dei due corsi d’acqua», dice, «sono di colore scuro. Si deve intervenire subito per verificare cosa è successo e bloccare questi comportamenti da irresponsabili. Chi fa queste cose, oltre a commettere un reato perché danneggia l’ecosistema fluviale, determina un danno all’economia di tutta la provincia: è inutile in estate disperarsi perché il mare non è balneabile e i turisti scappano se non si fa qualcosa per fermare queste situazioni. Gli imprenditori onesti dovrebbero essere i primi a chiedere una seria politica di controlli e repressione di tali comportamenti illeciti».

Marianna De Troia

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