L’Acs: «Pagheremo a rate, ma il Comune ci deve dei soldi»

2 Marzo 2019

Teatro, il gestore rivendica spese per lavori «imprevedibili» e i danni per il bar rimasto chiuso. Il sindaco: niente sconti

TERAMO. L’Acs pagherà il canone di gestione del teatro Comunale, ma si riserva di chiedere rimborsi per lavori che ritiene non a suo carico e per danni derivati dalla mancata apertura del bar. È questo il passaggio chiave della lettera – firmata dalla presidente Amelia Gattone – con cui la società, che ha preso in consegna la struttura a luglio del 2017, risponde alla diffida inviatale dall’amministrazione per il mancato pagamento delle quote ammontanti a 69mila euro. Abruzzo circuito spettacolo sostiene, in pratica, di aver ritardato il versamento della somma dovuta perché in attesa di risposta dal Comune sulla richiesta di decurtazione dall’importo indicato nella convenzione di 45mila euro spesi per lavori imprevisti. Il gestore ritiene infatti che quegli interventi su «impianti e sicurezza» non rientrassero nei suoi obblighi contrattuali in quanto estranei alle manutenzioni ordinaria e straordinaria poste a proprio carico. I lavori, che Acs definisce «imprevedibili», avrebbero compromesso l’utilizzabilità del teatro, causandole un ulteriore danno economico e determinando l’interruzione del servizio. Questo avrebbe comportato un obbligo d’intervento da parte dell’ente proprietario, che però non c’è stato. Il gestore, di conseguenza, si dice pronto a saldare il debito ma non rinuncia a «procedere comunque per il recupero delle spese sostenute per la funzionalità del teatro».
In ragione della vana attesa di risposta alla proposta di compensazione, l’Acs chiede di poter suddividere il pagamento in quattro rate di circa 17mila euro da liquidare entro l’anno. Ribadisce, però, che si riserva di chiedere i danni per l’impossibilità ad aprire il bar per via dell’inadempienza del Comune nella completa bonifica dell’area attigua al locale, nella quale è stata scoperta una cisterna con materiale inquinante.
Immediata la risposta del sindaco Gianguido D’Alberto che sulla richiesta di rateizzazione dice: «Valuteranno sia gli uffici che l’amministrazione comunale». Di sicuro, però, il Comune non intende fare sconti al gestore. «Il teatro è un bene pubblico, il principale per l’attività culturale in città», osserva, «e vanno rispettati i termini della convenzione». D’Alberto, in sostanza, conferma il contenuto della diffida, che esclude qualsiasi forma di compensazione economica tra il canone dovuto e le spese sostenute per i lavori considerati imprevisti. «Gli interventi migliorativi dell’immobile erano indicati nel bando di gara e nella proposta di Acs», sottolinea, «per cui i costi sostenuti per realizzarli non vanno rimborsati». L’amministrazione avrebbe fatto quello che doveva anche per consentire l’apertura del bar e dunque la richiesta di risarcimento sarebbe infondata.
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