L’Agritech chiude e si sposta a Ravenna

Doccia gelata per i 26 dipendenti dell’azienda di Colleranesco: o accettano di trasferirsi o perderanno il lavoro
GIULIANOVA. Colpo di scena nella vicenda Agritech, l'azienda di Colleranesco che produce alimenti surgelati: la proprietà della società ha deciso di spostare produzione a Ravenna, dove è situata la sede principale dell'azienda, costringendo i 26 dipendenti a decidere entro settembre se trasferirsi in Romagna o perdere il lavoro. Una vera e propria doccia fredda per i dipendenti dell’azienda di Colleranesco, che aveva sfidato la crisi ed una chiusura che, fino a qualche anno fa, sembrava certa, con un aumento vertiginoso della produzione ed un incremento del personale impiegato, che era passato da 7 a 26 unità.
Ora però la Lanterna spa, società genovese che nel 2012 aveva acquisito la Agritech di Ravenna (modificando il nome in Lag spa), ha deciso di spostare la produzione nella sede principale perché il capannone di Colleranesco sarebbe privo dei requisiti di qualità richiesti dagli acquirenti dei prodotti e per i costi eccessivi riguardanti la produzione e commercializzazione dei surgelati. Proprio il capannone in questione (10.000 mq di proprietà della Regione) era stato, nel 2009, fra le cause della probabile chiusura dell'Agritech: il crollo di una tettoia del porticato dell'azienda aveva reso inagibile l'edificio per diversi mesi, i circa 40 dipendenti vennero messi in cassa integrazione e la direzione di Ravenna annunciò l'intenzione di trasferire la produzione. Ma, lentamente, l'Agritech aveva riavviato la realizzazione di pane surgelato, anche grazie ad un contributo regionale per la messa in sicurezza del capannone, ed era arrivata nei primi mesi di quest'anno a lavorare 7 giorni su 7. Sulla vicenda si registra l'intervento del Comune, che ha più volte incontrato i responsabili della Lanterna spa, non riuscendo però ad evitare la delocalizzazione dell'azienda. «Ci siamo impegnati in tutte le maniere per scongiurare la delocalizzazione, arrivando anche a proporre un piano industriale con il coinvolgimento della Regione», dichiara il sindaco Francesco Mastromauro. «Purtroppo la proprietà ha riferito che non sussistono le condizioni per darvi seguito», proprio in virtù delle condizioni dello stabile e dei costi». «Quindi il 31 luglio prossimo terminerà la produzione nello stabilimento giuliese, dove pure negli ultimi due anni si era adottato il ciclo di lavorazione continuo aumentando il personale da 9 agli attuali 26 lavoratori, 13 a tempo determinato ed altrettanti a tempo indeterminato», aggiunge Mastromauro, che ha di recente incontrato i vertici della Lanterna spa assieme al consigliere Gabriele Filipponi. Mastromauro ha detto anche alla proprietà dell'azienda è stato proposto di trasferirsi negli adiacenti capannoni di prossima riqualificazione dell'ex Saig: la Lanterna spa, al momento, avrebbe preso tempo per valutare l'offerta.
Sandro Petrongolo
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