L’Arma in chiesa contro le truffe «Non fate entrare estranei a casa»

22 Maggio 2018

I militari parlano dall’altare dopo la messa domenicale e lanciano appelli ad anziani e familiari «Diffidate da chi dice di essere dell’Enel o si dichiara un avvocato chiamato dai vostri figli»

TERAMO. Falsi avvocati, falsi tecnici dell’Enel, falsi caldaisti, falsi assicuratori, falsi parenti e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Perchè con l’età tutta diventa più difficile e difendersi, soprattutto dalla solitudine, quasi un’impresa impossibile. Così le truffe agli anziani mettono insieme numeri da bollettino di guerra. In città, come sulla costa. Per lanciare l’ennesimo appello i carabinieri hanno scelto di entrare nelle chiese, di farsi sentire al termine della messa della domenica. Quella con gli anziani, ma anche con figli e nipoti. Perchè il pressing a non aprire la porta ad estranei inizi proprio dai familiari.
E tanta è stata la sorpresa quando domenica, in molte chiese del capoluogo e di altri centri come Civitella dove in chiesa è andato il comandante della locale stazione, i militari sono saliti sull’altare e hanno elencato consigli e suggerimenti. Tra facce incredule ma alla fine contente. Come l’80enne pronta a stringere le mani al carabiniere: «Perché queste cose succedono sempre di più visto che noi anziani ci fidiamo troppo degli altri». Una campagna, quella avviata dal comando provinciale dei carabinieri (guidato dal tenente colonnello Giorgio Naselli), destinata a proseguire e ad aggiungersi a quella iniziata ormai da tempo con incontri nei comitati dei quartieri e nelle associazioni dei pensionati. «Con l’obiettivo», si legge in una nota dell’Arma, «di consolidare ed accrescere il livello di collaborazione tra la popolazione e la stazione dei carabinieri, che rimane l’unico presidio di sicurezza sul territorio. L’ Arma è quotidianamente impegnata, in modo sempre più energico e capillare, nel contrasto di questo fenomeno con attività di prevenzione da una parte e di controllo dall’altra». Perchè la frequenza con cui i truffatori mettono a segno i colpi mina profondamente la percezione della sicurezza. A Teramo negli ultimi mesi numerosi sono stati gli anziani raggirati. Dopo i falsi avvocati, ad agire sono stati falsi caldaisti e finti assicuratori. I primi pronti a farsi aprire con la scusa di inesistenti fughe di gas e i secondi decisi a spillare soldi dicendo di essere stati inviati dai figli per saldare vecchi debiti con un modus operandi nell’insieme sempre uguale. Perché le vittime, gli anziani da truffare, spesso vengono selezionate al momento, per strada. Non c´è bisogno di pedinarli o di origliare i loro discorsi, non ne hanno bisogno: i truffatori sanno scegliere il momento per intervenire, le frasi da dire, il tono da usare. E se la vittima di turno non si incrocia per strada, c’è sempre un berretto da operaio o da vigilante pronto al momento. E via di citofono. Un controllo, una verifica, un furto nei paraggi: «Grazie, e occhio ai ladri».
A ora di pranzo hanno già finito, in tasca un migliaio di euro e si torna a casa. Come il finto avvocato arrivato da Napoli che l’anno scorso ha truffato un anziano teramano dicendogli che la figlia era stata coinvolta in un incidente e che la macchina era stata trovata senza assicurazione. Per evitare guai bisognava pagare. Nel frattempo il disegno di legge che introduce l’aggravante della truffa ai danni di un anziano resta fermo alla Camera.
(ha collaborato
Domenico Laurenzi)
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