L’Asp: non daremo mai i terreni dove aprire la nuova discarica

Atri, l’azienda per i servizi alla persona è proprietaria dell’area in cui è previsto l’ampliamento «Su quelle campagne ci sono un vincolo di destinazione sociale e colture biologiche certificate»
ATRI. L’Asp 2 alza le barricate contro la realizzazione del terzo invaso della discarica Santa Lucia ad Atri. Roberto Prosperi, presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica di servizi alla persona della provincia di Teramo, proprietaria dell’area dove è previsto l’ampliamento, lo scorso 9 agosto ha spedito alla Regione delle osservazioni dirette a negare la possibilità di ogni sfruttamento di quei terreni.
Da uno stralcio del documento di legge: «Si premette che la Asp è proprietaria dei terreni sui quali è previsto l’ampliamento, questi sono pervenuti all’Ipab Orfanotrofio Femminile “Domenico Ricciconti” poi trasformata in Asp attraverso donazione con contestuale vincolo di inalienabilità da parte del benefattore Domenico Ricciconti che ha disposto che l’ente pubblico dovrà servirsi delle rendite senza intaccare minimamente il capitale». Nel documento si evince che il testatore ha richiesto il mantenimento del vincolo di destinazione dei terreni, da sfruttare solo per fini sociali. Nelle osservazioni si legge inoltre che la Asp «ha già adottato un piano di dismissione e valorizzazione del patrimonio, approvato dalla stessa Regione lo scorso 28 giugno 2018, nel quale non è contemplata l’alienazione dei terreni in oggetto in quanto gli immobili sono considerati funzionali al raggiungimento degli scopi statutari dell’Asp, il cui Cda non potrebbe in nessun caso asserire a una diversa destinazione dei terreni se non dopo un parere vincolante da parte dei Comuni di Silvi, Pineto, Giulianova, Provincia di Teramo e Regione».
La Asp evidenzia inoltre come i terreni oggetto dell’ampliamento siano oggetto di colture biologiche certificate e che l’eventuale ampliamento degli invasi della discarica attuale penalizzerebbe fortemente anche il valore delle aree circostanti di proprietà dell’Asp che si vedrebbe così preclusa la redditività dei terreni e quindi le proprie finalità assistenziali.
Il presidente Prosperi ieri ha dichiarato al riguardo: «Ribadisco la contrarietà mia e del cda ad un’eventuale cessione dei terreni di proprietà della ex Ipab Ricciconti, confluita nella Asp 2. Tali terreni sono destinati dal benefattore, Ricciconti, a trarre utilità e sostentamento per le attività dell’azienda con il vincolo dell’inalienabilità: vincolo che intendiamo rispettare sia per tutela della volontà di Ricciconti che per rispetto dell’ambiente e dell’azienda agraria che gode della certificazione biologica, non compatibile con un impianto per il trattamento rifiuti ai propri confini».
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