l’associazione a tutela e difesa dei consumatori

26 Gennaio 2017

I contorni dell’emergenza li definiscono i numeri: più di mille contatti, tra telefonate ed email, in dieci giorni. Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione di tutela e difesa dei...

I contorni dell’emergenza li definiscono i numeri: più di mille contatti, tra telefonate ed email, in dieci giorni. Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione di tutela e difesa dei consumatori Robin Hood, li snocciola come i grani di un rosario: « Più di duecento richieste di chiarimenti al giorno. Gente disperata che chiede cosa fare e come fare per ottenere dei risarcimenti. Perchè le situazioni sono davvero tante e diverse». Ci sono coloro che sono ancora senza corrente elettrica, quelli a cui la messa in funzione dei generatori ha fatto saltare frigoriferi e televisori, i titolari di negozi e piccole aziende che non possono ancora riprendere le attività. « Per la mancata erogazione di corrente», spiega Di Ferdinando, «la legge dice che dopo ore di interruzione scatta automaticamente l’indennizzo. Per tutti gli altri casi bisognerà quantificare i danni e presentare delle richieste di risarcimento. Io penso che la rete elettrica sul nostro territorio non sia stata oggetto di una manutenzione continua e mirata e questi sono i risultati. Un’altra osservazione da fare è quella sui generatori: si sapeva dell’arrivo del maltempo e quindi di possibili disagi. Ma non si potevano già far arrivare i generatori senza dover aspettare gli ultimi giorni? Al danno si è aggiunta la beffa perchè nella fase più acuta dell’emergenza è scoppiato il caos dei generatori montati in maniera sbagliata, spesso senza gasolio, spesso non funzionanti perchè non adeguati alle esigenze di quella località». Un altro disservizio registrato dall’associazione dei consumatori è stato quello legato alla telefonia. « Anche qui disagi a non finire con decine di linee andate in tilt», continua Di Ferdinando, «che in molti casi hanno lasciato del tutto isolate le persone impossibilitate ad ricaricare i telefoni cellulari ma anche ad usare le linee telefoniche fisse». (dp)