L’autopsia: morto dissanguato in 10 minuti

L’anatomopatologo Sciarra conferma che la traiettoria dello sparo è dall’alto verso il basso
TERAMO. Si è conclusa nella serata di ieri l’autopsia sul corpo di Akim Hadyj. L’anatopopatologo Giuseppe Sciarra, incaricato dalla procura di svolgere l’esame, ha prima sottoposto il corpo a Tac e poi, intorno alle 18,30, ha iniziato l’autopsia vera e propria.
E’ confermato che il tunisino è morto per dissanguamento. Il proiettile ha trapassato l’arteria femorale della coscia destra, un grosso vaso che fornisce sangue a tutta la gambe e al piede, tanto grande che è un accesso per i cateteri, da cui eseguire ad esempio interventi in angioplastica. Ma pur essendo grande, la morte del tunisino non è avvenuta istantaneamente: ci sono voluti almeno 10 minuti prima che sopraggiungesse. Dunque se qualcuno, ad esempio il compagno fuggito, gli avesse prestato soccorso tamponando la ferita, forse si sarebbe potuto salvare.
Durante l’esame sono stati prelevati anche campioni che saranno nei giorni successivi, sottoposti a una serie di analisi, anche per accertare se l’uomo avesse fatto uso di droghe. L’autopsia, che so è svolta nell’obitorio dell’ospedale di Teramo, ha confermato anche quello che era stato rilevato durante un primo esame, fatto da Sciarra sul posto: il colpo è stato sparato dall’alto verso il basso.
E’ è questo il primo punto di partenza del fascicolo aperto dal sostituto procuratore Davide Rosati. Il colpo è stato sparato attraverso la porta: ha trapassato il legno e si è andato a conficcare nella coscia del tunisino. (a.f.)
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