L’avvocato degli espropriati: «Il sindaco sbaglia i conti»

14 Agosto 2020

ROSETO. «Sicuramente bisognerà rivalutare il tutto, ma il sindaco non può dire che non deve pagare nulla agli eredi Verzilli». È la risposta dell'avvocato della famiglia Verzilli, Giacomo Mauriello,...

ROSETO. «Sicuramente bisognerà rivalutare il tutto, ma il sindaco non può dire che non deve pagare nulla agli eredi Verzilli». È la risposta dell'avvocato della famiglia Verzilli, Giacomo Mauriello, in merito ala vicenda dell’espropri dei terreni sui quali è stato realizzato lo stadio Fonte dell’Olmo. L’avvocato ricorda il termine di 90 giorni dalla sentenza del Consiglio di Stato, scaduto il 18 luglio scorso, entro il quale il Comune avrebbe dovuto prendere una decisione in merito, ovvero se restituire i terreni o pagare gli eredi Verzilli. Mauriello ha disposto una stima tecnica per il valore attuale dei terreni, oltre all’occupazione illecita dal 1980 a oggi, che ammonterebbe a 4 milioni 57mila euro, e precisa che i Verzilli devono comunque dare al Comune i 907mila euro, soldi che il Comune versò alla famiglia, ma una sentenza della Corte d’appello dell’Aquila ha ribaltato il giudizio. «Certo è», continua il legale, «che tra quello che deve dare la famiglia Verzilli al Comune e ciò che il Comune deve dare alla famiglia Verzilli c’è una bella differenza. Io proprio non riesco a capire la dichiarazione del sindaco, la dovrebbe motivare. Facciano loro una stima dei terreni e poi la confrontiamo». Tutto partì nel lontano 1980, quando il Comune espropriò i terreni: si fece un’ordinanza per l’occupazione di urgenza di pubblica utilità, ma l’importo dell’esproprio fu giudicato non sufficiente dai proprietari. Il Comune però andò avanti e nel 1989 iniziarono i lavori per la costruzione dello stadio. I privati, allora, presentarono ricorso e, in primo grado, il tribunale di Teramo diede loro ragione, imponendo all’Ente il pagamento di 900mila euro, giudizio poi ribaltato dalla corte d’appello dell’Aquila. E il 13 marzo 2020 c’è stata una sentenza del Consiglio di Stato, che ha ribaltato la sentenza del Tar del 2016, secondo la quale il Comune dovrebbe o ripristinare lo stato dei luoghi, e dunque abbattere lo stadio, e restituire i terreni ai Verzilli, oppure pagare delle somme, ancora da quantificare. In questi lunghi anni la famiglia Verzilli ha fatto diversi tentativi per raggiungere un accordo bonario ma non si è mai riusciti a trovare un’intesa. Una storia contorta e lunga che continuerà ancora con le prossime amministrazioni.
Luca Venanzi
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