L’avvocato della famiglia: «La verità è ancora lontana»

PINETO. «La sentenza, su alcuni passaggi, per come motivata, lascia aperte delle perplessità». Così l’avvocato Giulio Calabretta, nella doppia veste di zio e legale dei familiari, interviene sulle...
PINETO. «La sentenza, su alcuni passaggi, per come motivata, lascia aperte delle perplessità». Così l’avvocato Giulio Calabretta, nella doppia veste di zio e legale dei familiari, interviene sulle motivazioni della sentenza con cui il gup Domenico Canosa ha assolto il medico del 118 accusato di non aver usato il defibrillatore nel caso del piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni che nel settembre del 2015 si accasciò per sempre mentre giocava a pallone a Pineto. Il magistrato, nelle motivazioni, ha sottolineato come lo strumento avrebbe potuto salvare la vita del bimbo solo se utilizzato entro un determinato lasso di tempo già superato al momento dell’arrivo del medico. Scrive l’avvocato: «Pare poco convincente l’affermazione che su ben due autisti soccorritori, un infermiere specializzato e un medico che vanta importanti incarichi nella Croce Rossa con diverse missioni all’estero, nessuna di queste persone sia stata in grado di lasciare traccia del dato clinico più importante in assoluto che in questo caso serviva, cioè un elettrocardiogramma. Non resta che attendere con pazienza il prosieguo di questa brutta e triste vicenda sulla quale si cerca una verità che sia certa e precisa, anche nel caso di responsabilità degli operatori del 118, ma deve essere certa e precisa senza se e senza ma». E aggiunge il legale: «Se solo dall’inizio fosse stata messa a disposizione la documentazione in maniera chiara e precisa sarebbe stato tutto più semplice». Sul caso il pm Stefano Giovagnoni (dopo la denuncia dei familiari del bambino) ha aperto un altro fascicolo iscrivendo sul registro degli indagati quattro persone, due infermieri e due aiuti autisti, componenti dell'equipaggio della prima ambulanza intervenuta nel campo di calcio di Pineto per il primo soccorso.(d.p.)
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