L’economia riparte, export in crescita

5 Novembre 2016

A fine settembre esportazioni aumentate del 6,4%: bene pelletteria, macchine e prodotti agricoli. In calo i fallimenti

TERAMO. Finalmente anche la provincia di Teramo aggancia la ripresa. Se fino a giugno il sistema economico in Italia e in Abruzzo davano segni di una minima vivacità, mentre la provincia di Teramo restava al palo, adesso l’onda positiva è arrivata.

A darne notizia è Gloriano Lanciotti, presidente facente funzione, dopo la scomparsa di Giandomenico Di Sante, della camera di commercio.

«Sono 145 le imprese in più rispetto al 31 dicembre dell'anno passato. Il totale delle localizzazioni (imprese e unità locali) registrate è passato da 42.378 a 42.523, mentre quelle attive sono cresciute da 36.822 a 36.948. Le iscrizioni di nuove imprese sono diminuite del 3,4%, le cessazioni sono scese del 6,2%». Un quadro ancora fatto di luci e ombre, quello descritto da Lanciotti, che parla anche di una diminuzione del numero degli addetti alle imprese di circa mille unità, «dato che ha risentito, in maniera sensibile, degli andamenti stagionali nel settore dell'agricoltura, delle attività turistiche e commerciali, nel settore delle costruzioni e della ristrutturazione in atto nel sistema bancario locale».

Le notizie positive riguardano il calo delle procedure concorsuali: i fallimenti sono stati nei primi nove mesi dell'anno a 49 (-50,5% rispetto ai primi nove mesi del 2015), i concordati e gli accordi di ristrutturazione del debito sono stati complessivamente 11 (-38,9%). Le aperture delle procedure di scioglimento e liquidazione volontarie ammontano a 345, il 3,4% in meno rispetto ai primi nove mesi del 2015.

Altri numeri che fanno ben sperare sono quelli che riguardano le esportazioni. «Per il primo semestre del 2016 rileviamo un incremento del valore esportato del 6,4% e delle importazioni del 1,4% In sostanza parliamo di 300 milioni di merce esportata in più. Questo ci fa pensare che il 2016 si chiuderà con un saldo di almeno un miliardo 200 milioni di valore esportato».

Relativamente alle esportazioni i migliori risultati si registrano per il settore della pelletteria (+14 milioni pari a + 95,5%, soprattutto in Russia e in Germania), per i macchinari ed apparecchiature (+ 11,7 milioni pari a + 45,6%, in particolare negli Usa), per i prodotti agricoli e della zootecnia (+ 8 milioni di euro equivalenti a +48,5% nei Paesi dell’Est).

«Il trend sembra si sia invertendo, anche se i segnali per ora sono timidi», conclude Lanciotti, «speriamo che non blocchi tutto il terremoto».

Certamente, fa notare il presidente – che ieri era affiancato dal segretario generale Giampiero Sardi, dal vice Salvatore Florimbi e dalla dirigente Anna Ferri – il dato confortante è che nei prossimi mesi si dovrebbero riversare in provincia parecchie risorse, dal Masterplan all’area di crisi semplice, approvata per 21 Comuni dell’interno più Mosciano e Notaresco.

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