L’elica è compatibile con le ferite mortali

Sopralluogo del medico legale e di un ingegnere nautico sulla barca disposto dalla Procura. Oggi i funerali della vittima
SILVI. È una prima conferma, anche se per le certezze ufficiali bisognerà attendere il deposito delle relazioni tecniche. Le lesioni che hanno provocato la morte del 64enne ex marittimo Mario D’Eustacchio, travolto da una barca mentre nuotava, sono compatibili con l’elica del motore della piccola barca da pesca “Insidioso”. È ciò che è emerso nel corso del sopralluogo tecnico che si è svolto ieri mattina a Silvi su delega del pm Greta Aloisi.
Il magistrato titolare del fascicolo, infatti, ha incaricato un ingegnere nautico e Giuseppe Sciarra, lo stesso anatomopatologo che ha eseguito l’autopsia, di ispezionare il motore fuoribordo dell’imbarcazione per un’attenta ispezione. Ieri mattina per svariate ore i due, alla presenza di alcuni ufficiali della guardia costiera, hanno verificato misure e posizioni del motore della barca sequestrata nell’ambito dell’inchiesta che vede il suo proprietario, un pescatore, indagato per omicidio colposo.
L’autopsia, eseguita nella giornata di lunedì, ha stabilito che l’uomo è morto per le lesioni provocate dall’elica della barca che sabato pomeriggio lo ha travolto mentre nuotava. Un impatto violento che ha provocato fratture importanti alle ossa facciali. Va precisato che al momento non sono in corso indagini sul coinvolgimento di altre imbarcazioni nel drammatico incidente avvenuto al circa 600 metri dalla riva: investigatori e inquirenti sono concentrati sulla piccola barca da pesca sequestrata. Sono in corso accertamenti, invece, sulla presenza di una eventuale boa di segnalazione da parte della vittima nell’area in cui stava nuotando, a circa 500 metri dalla riva.
Intanto, con il passare delle ore, la dinamica emerge con maggiore chiarezza. A cominciare dal fatto che a dare l’allarme sia stato lo stesso pescatore: è stato lui a chiamare la capitaneria di porto. E sempre secondo una prima ricostruzione sembra che l’incidente sia avvenuto sul cosiddetto corridoio di lancio, ovvero il tratto di mare usato dalle imbarcazioni per poi raggiungere il largo. Il pescatore, infatti, stava andando a calare nasse e reti. La tragedia si è verificata nello specchio di mare antistante il tratto di spiaggia libera che si trova davanti alla pineta del Pescatore. È il luogo in cui D’Eustacchio, esperto nuotatore ed appassionato di lunghe nuotate al largo, trascorreva molti pomeriggi estivi. Gli amici raccontano che quando la spiaggia si svuotava a lui piaceva immergersi in mare per nuotare fino al largo. Questa mattina alle 11, nella chiesa dell’Assunta, si svolgeranno i funerali.
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