L’ente torna ad assumere: 34 posti nei prossimi tre anni

28 Dicembre 2019

TERAMO. «Siamo tornati all’attenzione alle piccole cose. Abbiamo ricucito il territorio, molta attenzione anche alle piccole manutenzioni, sulle strade e nelle scuole». Il presidente della Provincia...

TERAMO. «Siamo tornati all’attenzione alle piccole cose. Abbiamo ricucito il territorio, molta attenzione anche alle piccole manutenzioni, sulle strade e nelle scuole». Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ieri durante la conferenza stampa di fine anno cui hanno partecipato i consiglieri delegati e il vicepresidente Alessandro Recchiuti, ha tracciato il bilancio di un anno con un occhio al futuro. Di Bonaventura ha infatti annunciato che sono previste 34 assunzioni in tre anni, a partire dal 2020. E quindi se la Provincia ha subito con la riforma Delrio una drastica cura dimagrante dimezzando il proprio personale, sceso a 140 unità, ora torna ad assumere, soprattutto nel settore tecnico e giuridico, ma anche qualche cantoniere.
Il presidente punta molto sulle opere sbloccate. «Abbiamo ereditato dei fondi che, per svariate ragioni, erano bloccati. Qui non comprendo le dichiarazioni della minoranza che dovrebbe conoscere molto bene la situazione che ha lasciato e che certamente è imputabile anche alla situazione di stallo nel quale si trovano le Province. Ma proprio per questo, le polemiche degli ultimi tempi paiono surreali». «Ci siamo dati un metodo», ha aggiunto Gennarino Di Lorenzo delegato alla viabilità, «cercando di superare alcune evidenti criticità del settore. Quando siamo arrivati abbiamo trovato persino progetti del primo stralcio Anas bloccati; il ponte di Castelnuovo con i fondi a rischio; strade come la 53 che sono l’unica via di collegamento fra il territorio teramano e la stazione sciistica di Monte Piselli chiusa da anni a causa dalle frane e mai inserita nei piani Anas. Difficile comprendere le polemiche della minoranza visto che siamo arrivati alla programmazione e al finanziamento del sesto stralcio recuperando anche un dialogo con l’Anas». «Abbiamo ereditato fondi e tanti contenziosi: opere bloccate. Il ponte di Castelnuovo; la ciclopedonale su Roseto ferma per problemi con la ditta; il porto di Roseto. Tutti progetti sui quali c’è stato bisogno di impegno e volontà decisionale: tutte opere sbloccate. Nel 2019 abbiamo aperto i cantieri del Masterplan. Oltre centro interventi solo per la viabilità», ha concluso il consigliere Lanfranco Cardinale. (a.f.)