L’esame al cuore del bambino morto sul tavolo del pm

PINETO. Nel fascicolo della procura entra l’elettrocardiogramma del piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni morto mentre giocava a pallone a causa di una fibrillazione ventricolare provocata...
PINETO. Nel fascicolo della procura entra l’elettrocardiogramma del piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni morto mentre giocava a pallone a causa di una fibrillazione ventricolare provocata da una malformazione congenita cardiaca. L’esame, su disposizione del pm Andrea De Feis , nei giorni scorsi è stato sequestrato insieme al certificato medico di idoneità sportiva non agonistica. La malformazione del piccolo si poteva scoprire con quell’elettrocardiogramma o erano necessari esami più approfonditi? Su questo ruota l’inchiesta del pm che, in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia ha indagato il medico sportivo che nei mesi scorsi ha rilasciato il certificato di idoneità sportiva al piccolo: un atto dovuto per consentire al professionista di nominare un proprio consulente. Al termine dell’autopsia il medico legale Cristian D’Ovidio ha fatto dei prelievi di tessuti che saranno sottoposti a dei test di laboratori: serviranno anche a capire se questo genere di malformazioni si possa associare ad alterazioni genetiche. Intanto il presidente regionale del Coni Abruzzo Enzo Imbastaro sollecita più controlli a scuola. «In Italia i controlli per quanto riguarda i giovani che fanno attività sportiva sono all'avanguardia. Purtroppo possono capitare situazioni del genere che sicuramente non dovrebbero capitare. La scuola dovrebbe affrontare un pochino più seriamente la medicina scolastica, i ragazzi dovrebbero essere controllati più a scuola», ha detto Imbastaro rispondendo ad una domanda sulla questione sicurezza e salute a margine di una conferenza stampa svoltasi a Pescara su altro tema, «a livello sportivo i ragazzi vengono controllati abbastanza seriamente, ma qualcosa può sfuggire e queste situazioni ci fanno riflettere su ciò che si dovrebbe fare. È da migliorare il servizio, ma penso che l'Italia sia all'avanguardia per il controllo dell'attività sportiva». (d.p.)
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