L’ex carabiniere ordinato sacerdote

Folla di fedeli nel duomo per assistere alla cerimonia, con don Luca Torresi anche un diacono congolese
TERAMO. E’ stata grande la commozione dei fedeli e della comunità diocesana teramana ieri pomeriggio al duomo in occasione della cerimonia di ordinazione sacerdotale di Luca Torresi, l’ex carabiniere passato dai Ris al sarcedozio. Don Luca, teramano di 42 anni, già diacono nella parrocchia di San Francesco a San Nicolò a Tordino, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo Michele Seccia che ha officiato ieri in cattedrale la cerimonia, una cerimonia che ha visto anche l’ordinazione a diacono di Adelard Hathe Vivuya, un giovane benedettino congolese proveniente dal monastero del Sacro Volto di Giulianova.
Un’ordinazione che è giunta tardiva, quella di Luca Torresi, ma forte di un convincimento che si è consolidato durante un percorso di formazione iniziato dieci anni fa quando ormai era avviato alla carriera militare nei carabinieri e aveva già prestato servizio come brigadiere in Calabria. E nel corso della cerimonia monsignor Seccia non ha mancato di ripercorrere con la memoria il primo incontro avuto con Torresi. «Un momento di perplessità, più che di dubbi», ha detto il vescovo, «poiché andava verificata la scelta di una vocazione che oggi testimonia come l’orologio di Dio chiama a tutte le ore».
Lungo è stato il suo cammino dopo 16 anni di carriera militare, una laurea in giurisprudenza a Siena nel 2006 e i successivi studi nell’Almo Collegio Capranica e la Pontificia università Gregoriana di Roma fino a raggiungere il diaconato a settembre dell’anno scorso. Monsignor Seccia, pur nella sacralità della liturgia, non ha nascosto sentimenti di affetto maturati per «il suo nuovo testimone della parola di Dio che nel suo cammino di fede e preparazione ha dimostrato una forza che lo ha reso degno dell’ordinazione presbiteriale». Monsignor Seccia ha invitato infine i fedeli a pregare e a rallegrarsi per un momento che ha testimoniato come pur facendo i conti con la crisi di vocazioni che ormai da tempo la Chiesa registra, «il braccio di Dio non si è accorciato e continua a chiamare uomini dotti e santi che diffondano la sua Parola». (m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

