L’ex centro per disabili rinascerà: «Ospiterà servizi socio-sanitari»

28 Marzo 2022

Lo storico edificio in via Palma sarà recuperato dall’ufficio speciale post-sisma con 4,7 milioni di euro Canzio (Asp1): «Tornerà a essere una struttura chiave per la città». Sfuma l’ipotesi dello studentato

TERAMO. L’ex centro diurno per disabili rinascerà nel cuore della città con i fondi del post-sisma. Gli effetti dell’ordinanza Teramo bis, firmata dal commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini per alcuni immobili pubblici di particolare rilievo sociale e architettonico, coinvolgono anche lo storico edificio in via Palma di proprietà dell’Asp1. Fino al terremoto del Centro Italia la struttura, che si estende per 2.105 metri quadri tra il municipio e l’antica cattedrale di piazza Sant’Anna, era in gran parte assegnata alla Asl come spazio per attività dedicate a disabili mentali. Con la ristrutturazione, affidata all’Ufficio speciale per la ricostruzione diretto da Vincenzo Rivera in applicazione di quanto disposto dall’ordinanza Teramo bis, l’edificio tornerà operativo. A indicarne le sue nuove funzioni sarà l’Asp1, agenzia per i servizi alla persona che ha ereditato la proprietà di case di riposo e altre strutture appartenute in epoche diverse a una miriade di enti caritativi e di beneficenza.
NEL CUORE DELLA CITTà
Di quel passato remoto resta traccia nel nome dell’immobile in via Palma, identificato come “Opera pia Caraciotti”. Il futuro, però, è tutto nelle mani dell’Asp1, che darà una nuova destinazione alla struttura, e prima ancora all’Ufficio speciale, che seguirà progettazione e appalto dell’intervento da 4,7 milioni di euro. «Tornerà a essere uno degli edifici chiave per le nostre attività», assicura il commissario dell’Azienda per i servizi alla persona Roberto Canzio, «finalizzate all’erogazione di servizi socio-sanitari».
L’IDEA SFUMATA
Nella fase di avvio della riprogrammazione dell’utilizzo dell’immobile era emersa la possibilità che questo fosse affidato all’Adsu, l’azienda per il diritto allo studio dell’università, che lo avrebbe trasformato in un alloggio destinato agli universitari. In questo caso sarebbe stato lo stesso ente affidatario a occuparsi della progettazione dell’opera «Sarebbe stato comunque un valore aggiunto per la città corrispondente a una finalità pubblica», tiene a precisare Canzio, «ma l’Adsu non si è fatta più sentire per definire l’accordo». La procedura di ripristino della struttura, su cui tra l’altro la soprintendenza regionale ha posto un vincolo di tutela, è passata dunque nelle mani dell’Ufficio speciale che dovrà dare l’impulso decisivo all’intervento.
IL VALORE SOCIALE
«In ogni caso anche quella struttura non resterà una scatola vuota», assicura il commissario dell’Asp1, «anzi, proprio per la sua posizione in centro e per le caratteriste architettoniche, assumerà una funzione di rilievo non solo per l’azienda ma anche per la città». L’immobile di via Palma, che per le grandi superfici disponibili al suo interno in passato ha ospitato anche ambulatori medici a sevizio della cittadinanza, una “comunità alloggio” e le sedi di diverse associazioni di volontariato, rientra dunque nel patrimonio immobiliare dell’Asp1, come il complesso ex Regina Margherita, anch’esso in recupero tramite l’ordinanza Teramo bis, che il commissario intende mettere a frutto nel piano di risanamento dell’azienda.
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