L’ex custode del cimitero vince la causa anche in appello

TORTORETO. Anche la Corte d’appello dell’Aquila dà ragione all’ex custode del cimitero di Tortoreto: il Comune lo deve riassegnare alla sua mansione originaria (o equivalente) e pagare oltre 6mila...
TORTORETO. Anche la Corte d’appello dell’Aquila dà ragione all’ex custode del cimitero di Tortoreto: il Comune lo deve riassegnare alla sua mansione originaria (o equivalente) e pagare oltre 6mila euro di spese legali. Il suo demansionamento a operaio semplice del settore manutentivo, infatti, non poteva diventare «definitivo» nella pianta organica del municipio come avvenuto, in quanto il «provvedimento cautelare adottato nell’ambito del procedimento disciplinare non aveva avuto alcun seguito». Questo recita la sentenza con cui i giudici d’appello, nei giorni scorsi, hanno rigettato il ricorso con cui il Comune aveva impugnato il pronunciamento del 2018 del tribunale del lavoro di Teramo favorevole all’ex custode Claudio Di Sabatino (assistito dall’avvocato Francesco Antonini). La vicenda, più volte finita al centro del dibattito pubblico, è scoppiata nel luglio 2016, quando il Comune, allora sotto gestione commissariale, a seguito di segnalazioni di «violazioni disciplinari» e «possibili ipotesi di reato», avviò un procedimento disciplinare contro il suo dipendente, informò la Procura facendo scattare un’inchiesta e cambiò mansione a Di Sabatino, esternalizzando poi ad inizio 2017 il servizio di custodia del cimitero affidandolo ad una ditta privata. Nonostante l’interruzione del procedimento disciplinare e l’archiviazione dell’inchiesta penale, il demansionamento da temporaneo è diventato definitivo, spingendo l’ex custode a fare causa al Comune, vincendola. L’ente, ora oltre alle spese legali, dovrà anche trasferire il dipendente ad una mansione che rispecchi il suo inquadramento e la professionalità acquisita. A gestire il cimitero, però, al momento c’è ancora una ditta privata, vincitrice poco più di un mese fa della nuova gara d’appalto indetta dall’amministrazione del sindaco Domenico Piccioni dopo la decisione di proseguire con l’esternalizzazione del servizio. Lo scontro politico in consiglio comunale è quindi pronto a ravvivarsi sul tema.
Luca Tomassoni
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