L’ex ospedaletto collassa Cambia la viabilità intorno

Il Comune limita il traffico su circonvallazione Spalato, la Asl affida d’urgenza la messa in sicurezza dell’edificio che è vincolato e non può essere abbattuto
TERAMO. L'ex ospedaletto all'imbocco di corso Porta Romana è un pericolo per l'incolumità pubblica. Con questa motivazione il Comune ha disposto la chiusura parziale al traffico del tratto di circonvallazione Spalato che costeggia l'immobile di proprietà della Asl.
L'ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Brucchi crea di fatto una fascia di sicurezza lungo la corsia più vicina all'edificio, che dunque resterà isolata, con lo spostamento del traffico veicolare sulla metà esterna della carreggiata e l'istituzione di un senso unico temporaneo fino a largo Antonio Tancredi. Da lì, dunque, chi deve immettersi sulla circonvallazione sarà obbligato a percorrere corso Porta Romana e svoltare a destra all'altezza dell'incrocio con via Taraschi. Il provvedimento prende le mosse da una nota della Asl indirizzata al Comune in cui vengono segnalate «gravi criticità della struttura, la quale, senza alcuna protezione dalle intemperie, risulta fortemente esposta a rischio di cedimento o collassamento di porzioni considerevoli, con serie possibilità di interessamento della sottostante viabilità». Per questo il sindaco, oltre a istituire il senso unico con la chiusura parziale della carreggiata tra vico del Condotto e largo Tancredi, ha intimato all'azienda sanitaria di mettere in sicurezza la struttura pericolante.
La Asl ha proceduto alla revoca del precedente appalto, che rientra nell’inchiesta “Castrum” che ha portato ad 8 arresti, e sta procedendo al un affidamento d’urgenza: i lavori inizieranno lunedì e dovrebbero concludersi in circa dieci giorni, trascorsi i quali circonvallazione Spalato verrebbe riaperta del tutto al traffico. Per martedì alle 16, però, Brucchi ha convocato una riunione con i rappresentanti di Asl, soprintendenza ai Beni architettonici, Anas, e ufficio speciale per la ricostruzione destinato a fare chiarezza sul destino dell'immobile in questione. «Non si possono spendere risorse pubbliche», sottolinea il primo cittadino, «per la messa in sicurezza di strutture che comunque non potranno essere riutilizzate». Le gallerie dello svincolo del Lotto zero, che passano proprio sotto l'ex ospedaletto, escludono la possibilità d'interventi radicali di recupero dell'antico palazzo. Che, d’altro canto, ha un vincolo della Sovrintendenza e allo stato non può essere abbattuto. Il sindaco martedì proporrà di demolirne le parti più pericolose, lasciando in piedi e ristrutturando solo una porzione che rimarrebbe come memoria storica dell'edificio originario. (g.d.m.)
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