L’housing di via Longo ora è pronto a partire

Definiti a Roma i passaggi della procedura, manca solo la firma del notaio Due palazzine su cinque sono state sgomberate e possono essere abbattute
TERAMO. Il progetto di housing sociale in via Longo è alla stretta decisiva. Manca solo la firma del notaio per dare avvio all'intervento da circa 18 milioni di euro che consentirà di abbattere e ricostruire le palazzine popolari alle porte della città. I passaggi finali della procedura sono stati definiti giovedì pomeriggio con un incontro a Roma, nella sede della società "Investire Immobiliare" attraverso cui passa l'operazione che coinvolge vari enti. In rappresentanza del Comune, che ha aderito al progetto insieme a quello di Ascoli, erano presenti il sindaco Maurizio Brucchi, l'assessore all'urbanistica Mario Cozzi e il responsabile dell'ufficio Pianificazione territoriale Gianni Cimini. Gli adempimenti necessari per far partire al più presto l'intervento sono stati esaminati, oltre con i vertici della società, anche con il presidente della fondazione Tercas Enrica Salvatore e con il suo predecessore Mario Nuzzo, attuale vicepresidente della Cassa depositi e prestiti.
Nel corso della riunione Brucchi e Cozzi hanno confermato che le prime due palazzine sono libere e pronte per essere consegnate a "Investire Immobiliare", precisando che quest'operazione si è conclusa in leggero ritardo rispetto a quanto previsto nel cronoprogramma perché è stata cercata la massima condivisione con gli inquilini da trasferire. Le altre tre palazzine da abbattere, invece, saranno sgomberate in accordo con l'Ater secondo il piano che verrà stilato con "Investire Immobiliare". Nel frattempo sarà definito il cronoprogramma per la progettazione esecutiva dell'intervento e l'apertura del cantiere. «Tra qualche settimana, con atto notarile, verrà siglato l'avvio delle procedure tecniche che porteranno finalmente all'inizio dei lavori», sottolinea il sindaco, che si dice molto soddisfatto dall'esito dell'incontro, «ancora una volta realizziamo un impegno assunto con il programma elettorale e diamo soluzione ad una questione aperta da decenni».
La riunione di giovedì è servita anche a riaffermare l'importanza strategica dell'intervento sia per gli aspetti urbanistici, perché riqualificherà una zona ormai degradata a poche centinaia di metri dal centro storico, sia per i risvolti di carattere sociale. Le nuove palazzine, infatti, ospiteranno diverse tipologie di alloggi destinati a edilizia residenziale pubblica, housing sociale che prevede affitti agevolati e canone libero. Questa differenziazione dovrebbe favorire il contatto e l'integrazione tra fasce sociali distanti tra loro.
Gennaro Della Monica
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