L’idea: nuovo teatro nell’ex manicomio

La propone D’Alfonso. A Porta Melatina andrebbero anche un museo della scienza gestito dall’ateneo e strutture Asl
TERAMO. Il nuovo teatro andrebbe collocato nel complesso ristrutturato dell'ex ospedale psichiatrico. L'idea è venuta al governatore Luciano D'Alfonso, che ne ha subito messo a parte i rappresentanti degli enti e delle istituzioni teramane da coinvolgere nell'operazione. Il presidente della Regione nei giorni scorsi ha invitato a cena, in un ristorante di Pescara, il sindaco Maurizio Brucchi, il direttore generale della Asl Roberto Fagnano, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e il rettore Luciano D'Amico per esaminare con loro le prospettive di recupero dell'ex manicomio.
Per dare concretezza alla discussione, il governatore ha ipotizzato che l'enorme complesso in abbandono ai margini del centro storico diventi lo spazio urbano in cui costruire il nuovo teatro della città. L'opera andrebbe inserita, ovviamente, nel contesto di un intervento molto più ampio di riqualificazione di tutta l'area che coinvolgerebbe anche l'università. Nel perimetro dell'ospedale psichiatrico troverebbe la propria sistemazione ideale un museo della scienza e della tecnica realizzato e gestito dall'ateneo tramite fondi statali. Anche la Asl, proprietaria del complesso edilizio, farebbe la propria parte collocando in quella zona strutture sanitarie adatte al contesto urbano. Il nuovo teatro, dunque, sarebbe un elemento qualificante nel mosaico delle opere destinate al recupero dell'ex ospedale psichiatrico. La Regione sarebbe pronta a contribuire economicamente alla realizzazione dell'eventuale progetto, per il quale sono da tempo disponibili circa tre milioni di euro della Fondazione Tercas.
«E' un'ipotesi su cui si può lavorare», sottolinea Brucchi, «che presuppone comunque una verifica degli spazi sfruttabili». Il sindaco, durante la cena pescarese, ha ricordato che la costruzione del teatro rientra tra gli obiettivi di lungo termine dell'amministrazione. Dopo il fallimento del project financing che puntava sull'utilizzo dell'area ricavata dall'abbattimento del vecchio stadio, l'attenzione è stata spostata sull'edificio che ospita i locali dell'ex Oviesse e il cinema Comunale. La ricollocazione del teatro su corso San Giorgio, dove si trovava prima che venisse demolito negli anni '60, è una soluzione suggestiva che l'amministrazione fin dal periodo in cui era sindaco Gianni Chiodi ha considerato "di riserva" rispetto alla procedura avviata per la zona del vecchio stadio. Il progetto però al momento è congelato perché, nonostante il finanziamento della Fondazione Tercas, mancano le risorse per tradurlo in pratica. Tanto che il Comune ha riaffittato i locali dell'ex Oviesse come spazi commerciali, prevedendo un periodo non breve di attesa prima che l'iniziativa possa concretizzarsi. La proposta avanzata da D'Alfonso cambia la prospettiva su due fronti: quello del teatro e quello, altrettanto se non più intricato, del recupero dell'ex manicomio.
Gennaro Della Monica
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