«L’inchiesta non blocchi l’attività alla Veco»

Martinsicuro, la Fiom Cgil pronta a presentare un esposto se ci saranno altri intoppi per l’Aia
MARTINSICURO. Riunione sindacale alla fonderia Veco di Martinsicuro, dove la produzione è ferma in attesa dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Nell’assemblea i lavoratori, in cassa integrazione, hanno esaminato la situazione alla vigilia del vertice in Regione per il rilascio dell’autorizzazione che farà riprendere l’attività. E dell’inchiesta della procura sui vertici della fonderia.
«La segreteria Fiom Cgil di Teramo, in relazione a quanto emerso sugli organi di stampa in merito all'avvio di un procedimento penale a carico di dirigenti Veco, ritiene paradossale che tra le contestazioni principali sollevate nei confronti dell'azienda emergano le emissioni acustiche ed il disturbo del riposo a fronte del fatto che il vecchio piano acustico è stato ritenuto illegittimo dal Tar e che il Comune di Martinsicuro ha dovuto correre ai ripari con la votazione in sede di consiglio in data 14 ottobre 2015».Insomma, adesso nuovo piano ha cambiato la situazione rispetto a quella descritta nell’esposto. Giampiero Dozzi, segretario della Fiom Cgil continua: «Riteniamo che in assenza di ulteriori elementi di criticità che possano aver pregiudicato l'incolumità pubblica o dei lavoratori, sia assolutamente ingiustificabile il pregiudizio dei posti di lavoro causato da tali circostanze e dai ritardi sulla procedura Aia.Qualora emergessero ulteriori elementi la Fiom di Teramo si riserva di compiere tutti gli atti di tutela dei lavoratori che ci sono consentiti dalla legge.Pertanto sulla base di quanto emergerà nella prossima conferenza dei servizi dell'11 gennaio la segreteria della Fiom Cgil si riserva di presentare un esposto alla Procura al fine di fare chiarezza su quali elementi di fondo abbiano determinato un ritardo di tale portata sulla procedura Aia quali siano gli elementi di riscontro sulle decisioni che verranno assunte».
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