L’Inps la iscrisse d’ufficio Avvocatessa fa causa e vince contro l’Istituto
Prima sentenza del genere a Teramo: la professionista non doveva versare i contributi previdenziali richiesti
ROSETO. Un’avvocatessa è stata costretta a rivolgersi a un collega per fare causa all'Inps affinché fosse cancellata dalla gestione separata cui lo stesso istituto aveva proceduto ad iscriverla in modo coattivo. Per questo avrebbe dovuto versare nelle casse Inps i contributi previdenziali nonostante fosse iscritta al proprio albo di appartenenza. Protagonista della vicenda Alessia Ricci, avvocatessa di Alba Adriatica, difesa con successo dal collega Arnaldo Sperandii, di Roseto, il quale ha dovuto contrastare 'Poseidone': questo il nome dell'operazione messa in atto nel 2009 dall'Inps e che è consistita in una serie di accertamenti volti al recupero dell'evasione contributiva, o presunta tale.
Il procedimento si è concluso con la sentenza emessa dal tribunale di Teramo, sezione lavoro, con cui è stato accolto il ricorso e dichiarata l'insussistenza dell'obbligo d'iscrizione della ricorrente alla gestione separata e, conseguentemente, non dovute le somme richieste a tale titolo dall'Inps, annullando il provvedimento notificato ad Alessia Ricci e ordinando all'istituto di previdenza la cancellazione della stessa dalla suddetta gestione dalla data di iscrizione. «Si tratta di un ottimo risultato», è il commento dell'avvocato Sperandii, «in quanto è la prima del genere che viene emessa dal tribunale di Teramo e sarà sicuramente di aiuto per tutti i colleghi che già si trovano o si troveranno ad affrontare questa problematica, nonché per i colleghi che si occuperanno della questione prettamente giudiziaria».
L'operazione Poseidone ha coinvolto varie categorie di profesionisti (tra cui architetti, commercialisti, ragionieri, ingegneri), i quali si sono visti notificare richieste di pagamenti di contributi e sanzioni. La gestione separata è da considerarsi come una sorta di fondo pensionistico finanziato dai contributi obbligatori dei lavoratori autonomi con lo scopo di assicurare tutela previdenziale alle categorie di lavoratori che fino ad allora ne erano esclusi. «Per quanto riguarda gli avvocati», spiega Arnaldo Sperandii, «non ricorrono i presupposti tassativi richiesti dalla legge per l'iscrizione degli stessi alla gestione separata dell'Inps, in quanto non risulta integrata l'ipotesi prevista di attività il cui esercizio non sia subordinato alla iscrizione di albi professionali, essendo l'esercizio dell'attività di avvocato certamente subordinato alla iscrizione all'albo professionale; tantomeno risulta integrata l'ipotesi di attività non soggette al versamento contributivo, in quanto la cassa di previdenza e assistenza forense imponeva comunque il versamento di contributi integrativi sul reddito prodotto».
Federico Centola
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