L’ipotesi: «Un solo killer ha dato fuoco a Di Silvestre»

20 Settembre 2017

TORTORETO. A quasi un anno dall’omicidio del 56enne Demetrio Di Silvestre, il piastrellista di Tortoreto bruciato e i cui resti sono stati trovati alle porte di Ascoli, restano due ipotesi: che...

TORTORETO. A quasi un anno dall’omicidio del 56enne Demetrio Di Silvestre, il piastrellista di Tortoreto bruciato e i cui resti sono stati trovati alle porte di Ascoli, restano due ipotesi: che quando il corpo è stato dato alle fiamme c’era una sola persona e che l’omicidio è avvenuto nel Piceno. Circostanze già emerse in questi mesi e di cui la cronaca ha ampiamente riferito, ma che con il passare del tempo sembrano aver trovato qualche riscontro nelle indagini serrate per identificare gli assassini, a cominciare dai rilievi del Ris che hanno ricostruito le fasi dell’omicidio dell’uomo fatto a pezzi e bruciato. Dato alle fiamme in una sorta di incavo realizzato nel terreno, quasi una sorta di braciere dove gli assassini hanno versato del liquido infiammabile, molto probabilmente della benzina. E quel corpo, raccontano gli accertamenti tecnici, è bruciato per ore: cinque, forse sei. Ci sono poi le immagini catturate dalle telecamere che segnano un punto a favore degli investigatori. Sono quelle di un distributore di Montalto, nell'Ascolano, che hanno ripreso la Bmw del piastrellista guidata da due uomini: a quell'ora molto probabilmente Di Silvestre era già stato ucciso e, forse, il corpo era nascosto nel bagagliaio della vettura. Le immagini raccontano che uno dei due uomini è sceso dall'auto e ha riempito una tanica di benzina, forse la stessa usata per bruciare il cadavere.(d.p.)
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