L’opposizione: abbiamo difeso tutti impugnando il dissesto

SANT’OMERO. Esulta l’opposizione per l’esito dell’ordinanza del Tar dell’Aquila, che ha accolto l’istanza di sospensione dell’efficacia della deliberazione di dissesto finanziario del Comune di Sant’...
SANT’OMERO. Esulta l’opposizione per l’esito dell’ordinanza del Tar dell’Aquila, che ha accolto l’istanza di sospensione dell’efficacia della deliberazione di dissesto finanziario del Comune di Sant’Omero, «e che non fa che confermare quanto dichiarato in consiglio comunale», dove la minoranza «aveva fortemente sostenuto che il dissesto poteva essere evitato, invitando la maggioranza a valutare strade alternative per perseguire la tutela e l’interesse della collettività».
Il gruppo di opposizione, Impegno per Sant’Omero sostiene che «il dissesto blocca lo sviluppo dell’intero territorio con danni irreparabili per diversi anni (riduzione dei servizi essenziali, eliminazione dei servizi non indispensabili, aumento delle imposte e le tasse nella misura massima); per questo, ci è sembrato pienamente legittimo e doveroso, come rappresentanti di tutti i cittadini di Sant’Omero, impugnare, insieme a cittadini ed ex amministratori, la delibera di dissesto, evitando quello che lo stesso legislatore identifica come una soluzione gravissima per l’intera comunità». Per spiegare la propria posizione, l’opposizione ha organizzato assemblee pubbliche per oggi, il 9 e il 10 su tutto il territorio. Anche la maggioranza dirà la sua oggi a Poggio Morello dopo l’incontro pubblico di ieri a Garrufo.
«La sanzione per lo sforamento del patto di stabilità è stata pressoché azzerata dallo “Sblocca-Italia”, prima della dichiarazione del dissesto, riducendo la sanzione da 991mila euro a 127mila, rateizzabili in dieci annualità. E i crediti di terzi verso il Comune, quantificati dal consiglio comunale in quasi un milione e 240mila euro, sono risultati quasi interamente privi dei requisiti richiesti per divenire oggetto di un riconoscimento di debito fuori bilancio. Gli stessi, inoltre, derivano da posizioni debitorie originate dalle amministrazioni precedenti a quella di Pompizi, e corrispondenti politicamente a quella attualmente in carica», conclude l’opposizione. (adp)
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