L’opposizione: «Bugie sulla Tari La riduzione del 19% non esiste»

Il Cittadino Governante contesta i numeri forniti in aula: «La maggioranza ha fatto solo propaganda, ci sono diverse tipologie di utenze domestiche per le quali la tassa sui rifiuti addirittura aumenta»
GIULIANOVA. «L’amministrazione ha annunciato più volte la riduzione del 19 per cento per la Tari 2023, ma ciò non corrisponde al vero. In alcuni casi, addirittura, si paga di più rispetto allo scorso anno». A precisarlo è il gruppo di opposizione Il Cittadino Governante in una nota, dove a supporto delle affermazioni del capogruppo Franco Arboretti e degli altri esponenti vengono spiegate nel dettaglio le diverse tariffe per le utenze domestiche a seconda della grandezza dell’appartamento e dei componenti delle famiglie. Si paga infatti di più, come è precisato nella nota, per un alloggio di 80 metri quadrati con un componente, 12 euro in più; per un alloggio di 120 metri quadrati con 5 persone, circa 10 euro in più; e per un alloggio di 120 metri quadrati con 6 persone, 11,30 euro in più. Per tutte le altre tipologie di appartamenti, invece, le riduzioni vanno dal 10 allo 0,4 per cento. «Dov’è il 19 per cento in meno?», continua la nota, «le tariffe Tari approvate dalla maggioranza di Costantini configurano una ben diversa realtà da quella propagandata. E ci domandiamo: perché se la riduzione millantata è del 19 per cento, l’assessore Di Carlo urla in aula che è matematico che un utente che paga una Tari di 200 euro otterrà un risparmio di 20 euro, ossia il 10 per cento e non il 19? Mentre trova giusto che la sua attività di albergo con ristorante, se misurasse 3.000 metri quadrati, otterrebbe una riduzione di 1.500 euro?». Il Cittadino Governante ricorda inoltre che la giunta Costantini aveva promesso la riduzione della Tari con un nuovo contratto e il nuovo gestore, la riduzione dei rifiuti e una città più pulita. «Per quattro anni le cose, purtroppo, sono rimaste identiche a prima: Tari alta e città sporca», prosegue la nota, «un altro aspetto assurdo poi è che la riduzione per le attività commerciali è irrisoria, mentre per la banche è molto più alta. Le banche hanno bisogno di essere attratte da uno sconto? Noi pensiamo che in questo periodo di grande difficoltà per il commercio al dettaglio il sostegno maggiore dovrebbero averlo, con una riduzione della Tari più consistente, proprio i negozi».
Infine Il Cittadino Governante evidenzia come a Giulianova, rispetto alla media nazionale, la Tari sia più alta. «La conferma», conclude la nota, «ce la dà il costo per abitante che è di 235 euro, mentre il costo medio nazionale è 194,5 euro per abitante e nel nord è 174,6 euro. Per risparmiare sulla Tari bisognerebbe prendere esempio da quei Comuni dove il rapporto tra abitanti e quantità di rifiuti prodotti in un anno è più basso, ma per ottenere simili risultati occorrerebbe promuovere educazione ambientale e organizzare diversamente il servizio. Ma a Giulianova così non è».
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