L’opposizione contro Gatti: «Non siamo noi gli irresponsabili»

Ieri riunione di maggioranza con Falasca ma senza Sbraccia Confronto sulle priorità dettate dall’emergenza terremoto
TERAMO. L'accusa di irresponsabilità per aver chiesto le dimissioni del sindaco Maurizio Brucchi con il conseguente commissariamento del Comune scatena la reazione dell'opposizione. A Paolo Gatti, che ha criticato le affermazioni della minoranza a margine del consiglio saltato lunedì per mancanza del numero legale, replicano Gianguido D'Alberto (Pd) e Fabio Berardini (Movimento 5 Stelle). Per entrambi quello del leader di "Futuro in" è stato un «tentativo maldestro di far ricadere sull'opposizione le responsabilità del suo gruppo e della maggioranza». Sono loro i responsabili di quello che D'Alberto definisce "un fallimento politico e amministrativo che ha prodotto uno stato di crisi permanente in Comune». Il capogruppo del Pd, come il suo collega grillino, tengono a precisare che l'opposizione ha dato prova di volontà collaborativa nella fase delicata aperta dall'emergenza sismica. «Il problema però è che l'amministrazione non esiste più, da troppo tempo manca una linea politica», afferma D'Alberto, «l'unico obiettivo è accontentare tutti gli appetiti facendo perdurare la paralisi in attesa delle prime elezioni utili». Il terremoto, dunque, non può diventare la «scusa per giustificare l'inaccettabile riallargamento della giunta a nove assessori» di cui faranno le spese i cittadini. La vera irresponsabilità, dunque, sarebbe quella della maggioranza a cui andrebbe anche addebitato l'eventuale commissariamento. «Questo non può essere evocato come uno spettro per coprire i fallimenti dell'amministrazione», insiste D'Alberto, «e prolungarne l'agonia». Berardini sostiene che Gatti «ha paura di perdere il ruolo di vero commissario della giunta». Le affermazioni del vicepresidente del consiglio regionale, secondo il rappresentante grillino, sono «un'acrobazia dialettica degna del circo Orfei» tesa a mascherare «l'incapacità del sindaco a mandare avanti l'amministrazione e sua a gestire il gruppo di Futuro in». Berardini sottolinea che, alla luce dei risultati ottenuti con il commissariamento di fatto imposto da Gatti alla giunta, la richiesta di dimissioni a Brucchi è legittima. «Non abbiamo bisogno di un vergognoso scaricabarile da parte di chi avrebbe il compito di governare», sottolinea il consigliere pentastellato, «non abbiamo bisogno di una maggioranza dilaniata da guerre interne per contendersi un incarico o una poltrona». Berardini ricorda che sono stati due consiglieri del centrodestra Vincenzo Falasca (Futuro in) e Domenico Sbraccia (Insieme per Te) a non presentarsi in aula facendo mancare il numero legale.
Gestione dell'emergenza, ricostruzione e ripresa dell'attività ordinaria. Su questi tre temi è stata incentrata la riunone di maggioranza convocata per ieri sera dal sindaco. All'appello è mancato Domenico Sbraccia, ma c’era invece Vincenzo Falasca, l'altro esponente della maggioranza che aveva disertato la seduta consiliare in dissenso con il metodo seguito per il riallargamento della giunta a nove assessori. Il confronto è stato incentrato sulle priorità imposte dall'emergenza sismica che di fatto ha rapidamente deteriorato il patto di prospettiva firmato a giugno dagli alleati. Di quel documento resta in piedi l'attuazione del piano traffico, da integrare con misure riguardanti la mobilità sostenibile che si legano al progetto finanziato con cinque milioni di euro reperiti tramite i Fers. Quest'ultimo prevede la realizzazione di piste ciclabili in centro che colleghino monumenti ed edifici storici anche con l'applicazione di nuove tecnologie. L'urgenza dettata dagli sciami sismici è stata individuata, invece, nelle scuole: dal recupero ad altri usi della Savini e della San Giuseppe, all'allestimento di un polo in centro storico.
Gennaro Della Monica
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