L’opposizione «Il Comune paghi i debiti con i soldi Eni»
PINETO. A Pineto polemiche per l’utilizzo dei fondi dell’Eni. Oggi si terrà un consiglio il comunale sul tema per discutere di come spendere i soldi provenienti dal contenzioso tra Comune ed Eni...
PINETO. A Pineto polemiche per l’utilizzo dei fondi dell’Eni. Oggi si terrà un consiglio il comunale sul tema per discutere di come spendere i soldi provenienti dal contenzioso tra Comune ed Eni riguardo il pagamento di Ici e Imu sulle piattaforme in mare. L'importo che l'Eni deve al Comune è di 6 milioni di euro. Sul tema vanno all’attacco i consiglieri di opposizione Luca Di Pietrantonio, Gianni Assogna e Antonello Savini del gruppo“Impegno è Sviluppo” che in una nota affermano: «Durante il consiglio verrà discussa anche la nostra proposta con cui chiediamo la destinazione di circa 3 milioni di euro alla riduzione del debito dell’ente. In buona sostanza, se il Comune di Pineto destinasse 2.896.121,71 euro alla riduzione del debito pubblico, recupererebbe € 373.853,97, quale indennizzo statale previsto dal D.M. del 14.03.2017, con liberazione (da oggi e per sempre) di circa € 250.000 annui da poter destinare sia ad interventi strutturali, che a spesa corrente (politiche sociali, imprenditoria, turismo e quant’altro). Ci piacerebbe sapere dai nostri amministratori quale investimento, ha una rendita del 10%. Come già prospettato precedentemente, quel che temevamo, forse accadrà, e cioè che l’amministrazione comunale frammenti i 6 milioni di euro in una miriade di micro-interventi, con il concreto rischio di non lasciar nulla ai cittadini e sostenere pesanti oneri di progettazione, visto che (guarda caso) molti di questi lavori saranno affidati a progettisti esterni. Infatti, nella variazione al piano delle opere pubbliche 2017 e 2018, vi sono circa 35 interventi (molti dei quali di importo inferiore a 50 mila euro) che, a nostro avviso, potevano (e dovevano) essere effettuati con le ordinarie risorse in bilancio (annualmente a disposizione) e non con una entrata straordinaria, quale quella Eni, che andrebbe, invece, destinata alla riduzione del debito pubblico, peraltro, creato da oltre 20 anni di governo Pd».
Domenico Forcella
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