L’opposizione: «Perché ritorna Cava?»

Roseto, interrogazione dei consiglieri Pavone, Recchiuti e Di Marco sulla nomina del capo dei vigili
ROSETO. «Perché il sindaco Di Girolamo ha nominato Tarcisio Cava a capo della polizia municipale di Roseto?». E’ solo una delle tante domande contenute nell’interrogazione che i capigruppo Enio Pavone (Avanti X Roseto), Alessandro Recchiuti (Futuro In) e Nicola Di Marco (Liberalsocialisti-Insieme per Roseto) hanno depositato ieri mattina in Comune. «Il sindaco», è la riflessione dei tre consiglieri di opposizione, «ha conferito tale incarico, tenuto anche conto della tristemente nota vicenda della multopoli rosetana di fine 2013, che vide protagonista Cava e che portò la città alla ribalta della cronaca nazionale con ripercussioni decisamente negative per l’immagine di Roseto».
I tre consiglieri si sono fatti portavoce degli oltre mille e 200 multati che, come loro, sono rimasti spiazzati dalla scelta del primo cittadino. «Quali sono i motivi», recita uno dei quesiti contenuti nel documento, «per i quali non è stato rinnovato il contratto al comandante Berardo D’Emilio dopo la proroga? Quante furono le multe stradali elevate dall’allora comandante Cava nel periodo ottobre-dicembre 2013 in termini numerici e in termini di importi complessivi?». Domande incalzanti come quella per sapere a carico di chi rimarranno le spese processuali sostenute dal Comune di Roseto a seguito delle multe elevate dall’allora comandante Cava che sono state poi annullate in sede di ricorso. Va comunque sottolineato che il primo incarico da comandante della municipale a Cava fu conferito proprio dall’ex sindaco Pavone con l’avallo della sua maggioranza che comprendeva anche Recchiuti e Di Marco, gli stessi che oggi chiedono il motivo della scelta, per certi versi molto simile alla loro, fatta da Di Girolamo. «Francamente non si comprende il motivo di tale scelta da parte del primo cittadino Di Girolamo», incalza Pavone, «tenuto anche conto del fatto che proprio il suo partito, il Pd, nei giorni in cui scoppiò il caso della cosiddetta multopoli rosetana fu tra i più accesi accusatori di Cava. In particolare proprio l’allora segretario cittadino, oggi vicesindaco Simone Tacchetti, parlando della vicenda disse: “Possibile che il maggiore Cava si sia svegliato di colpo, peraltro subito dopo la sua promozione?”. Crediamo sia doveroso che il sindaco Di Girolamo spieghi non solo a noi, ma a tutti i rosetani, i motivi reali che lo hanno portato a compiere tale scelta quando ancora non sono chiari e definiti i contorni di una vicenda che ha colpito direttamente l’intera collettività, causando una pubblicità decisamente negativa a Roseto e notevoli disagi a tanti cittadini ingiustamente multati».
Federico Centola
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