L’Ordine architetti su piazza Dalmazia: no a stravolgimenti

10 Agosto 2019

GIULIANOVA. «Se la bozza di progetto preliminare per la riqualificazione di piazza Dalmazia è un’idea utile ad avviare la discussione ben venga, ma se invece è una base di lavoro per fare un...

GIULIANOVA. «Se la bozza di progetto preliminare per la riqualificazione di piazza Dalmazia è un’idea utile ad avviare la discussione ben venga, ma se invece è una base di lavoro per fare un intervento singolo, slegato cioè dal contesto, credo che la Soprintendenza farà sicuramente sentire la sua voce». Raffaele Di Marcello, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Teramo interviene sul dibattito puntualizzando alcuni aspetti in particolare: «Che quell’area abbia bisogno di essere riqualificata è innegabile, il suo degrado è sotto gli occhi di tutti. Ma non è opportuno intervenire solo su quella porzione con opere slegate dall’intero contesto. Anche se si tratta di piccoli interventi, infatti, si andrebbe a stravolgere la monumentalità di tutto il lungomare centrale e quindi è necessario essere molto attenti e decidere bene cosa fare». Il presidente dell’Ordine degli Architetti auspica un dibattito ampio che coinvolga professionisti oltre ai cittadini e pensa anche ad un concorso di idee per la scelta di un progetto adeguato al contesto. «Il lungomare monumentale ha una sua fisionomia», insiste Di Marcello, «e dunque necessita di un’idea progettuale generale che poi può essere realizzata a piccoli lotti». Intanto, dopo la presa di posizione del Cittadino Governante che ritiene inadeguata la proposta dell’amministrazione, l’assessore ai lavori pubblici Giampiero Di Candido precisa: «Il progetto di riqualificazione di piazza Dalmazia non è ancora stato presentato ufficialmente in consiglio comunale. Per adesso abbiamo semplicemente una bozza di progetto preliminare su cui gli uffici stanno ancora lavorando. Ho fatto vedere questa bozza ai consiglieri prima dell’avvio della seduta, ma è stato solo un atto di cortesia. Si tratta di un progetto che non stravolge l’esistente ma che recupera decoro e dignità in un’area altamente degradata».
Mirella Lelli
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