L’ordine degli ingegneri sospende Mastropietro

9 Giugno 2017

Stesso provvedimento per il marito della dirigente comunale agli arresti La Finanza torna negli uffici della Asl, lunedì al via i primi ricorsi al Riesame

GIULIANOVA. I finanzieri tornano negli uffici della Asl ad acquisire altra documentazione, l’ordine degli ingegneri sospende la dirigente comunale Maria Angela Mastropietro e il marito Stefano Di Filippo (entrambi in carcere) e il tribunale Riesame fissa per lunedì la discussione dei primi ricorsi: con il passare dei giorni l’inchiesta sul presunto giro di appalti e mazzette a Giulianova tocca più fronti.
Negli uffici dell’azienda sanitaria le Fiamme Gialle, su disposizione dei magistrati Andrea De Feis e Luca Sciarretta, hanno acquisito gli originali di alcune copie di documenti già agli atti dell’inchiesta e che riguardano i vari contratti di appalti per la messa in sicurezza dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana, a Teramo. Il provvedimento di sospensione dall’elenco degli iscritti dell’ordine degli ingegneri è nero su bianco già da qualche giorno(provvedimento previsto per legge in caso di arresti), così come è stato fatto dall’ordine degli architetti per gli Filippo Di Giambattista e Carmine Zippilli, architetti iscritti all’ordine e finiti ai domiciliari. Il primo è indagato come amministratore unico della società municipalizzata Giulianova Patrimonio e come libero professionista, l’altro nella sua veste di tecnico della Asl per la parte dell’inchiesta sui lavori di messa in sicurezza dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana. Intanto, con il passare dei giorni, si delineano i contorni di un’indagine ricca di intercettazioni telefoniche e ambientali da cui sembra emergere una sistematica e illecita elusione delle regole nel sistema degli appalti con una sempre più organica collusione tra funzionari di stato ed imprese. Un sistema il cui dominus –secondo la Procura – era il dirigente Mastropietro pronto a pilotare gare, facilitare pratiche e sbloccare procedimenti in cambio di consulenze al marito, soldi e immobili. Con i protagonisti coscienti di esserne parte integrante, pronti a pagare per entrare con quella definizione di «fiches d’ingresso» presa in prestito dal linguaggio dei giocatori di poker e catturata in una delle tante intercettazioni degli imprenditori Scarafoni. Perchè è soprattutto la consapevolezza dell’esistenza di un sistema illegale, ma che fino all’avvio dell’inchiesta nessuno aveva mai denunciato, ad emergere dall’indagine dei pm De Feis e Sciarretta.
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