L’orgoglio del comandante: «L’Arma ha gli anticorpi»
TERAMO. Da una parte c’è l’imbarazzo per i carabinieri, che il comandante provinciale Emanuele Pipola non nasconde, anche quando deve sottolineare «gli elementi rilevanti» riscontrati contro il...
TERAMO. Da una parte c’è l’imbarazzo per i carabinieri, che il comandante provinciale Emanuele Pipola non nasconde, anche quando deve sottolineare «gli elementi rilevanti» riscontrati contro il collega. Ma dall’altra parte c’è l’orgoglio, che il colonnello sottolinea con forza, di un’Arma che si è accorta da sola che qualcosa non andava, che ha denunciato e indagato, fino a potersi presentare in conferenza stampa per mostrarsi sana, severa e trasparente.
«Oggi possiamo dimostrare che l’Arma dei carabinieri ha gli anticorpi», dice il comandante, «ogni appartenente a questo corpo deve avere il culto della legalità. Abbiamo i sensori per intervenire immediatamente quando percepiamo che qualcuno ha comportamenti non lineari». Sono stati proprio i colleghi del militare arrestato, infatti, a insospettirsi. Inizialmente pensavano che il suo fosse solo un problema di consumo di stupefacenti. Poi hanno scoperto la rete di spaccio.
L’orgoglio dei carabinieri, però, è anche aver vinto una sfida personale con il vice brigadiere. Necessarie, infatti, capacità tecniche importanti nelle indagini, visto che il militare si comportava in maniera estremamente cauta, vista l’esperienza maturata da investigatore. Un esempio su tutti: quando percorreva una rotatoria in auto, girava in tondo più volte per accertarsi di non essere seguito. «Teneva condotte elusive di una certa importanza, ma in casi del genere l'Arma non si tira indietro: abbiamo messo in campo il meglio dei nostri investigatori che, con riservatezza e in breve tempo, ha consentito di arrivare al risultato odierno», chiude Pipola. (l.t.)

