L’Osservatorio chiede impegni concreti ai candidati presidenti

TERAMO. L’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso torna sulla questione della messa in sicurezza dell’acquifero e lo fa sulla scorta del verbale dell’ultima riunione del tavolo...
TERAMO. L’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso torna sulla questione della messa in sicurezza dell’acquifero e lo fa sulla scorta del verbale dell’ultima riunione del tavolo istituzionale. Verbale dal quale, secondo gli ambientalisti, emergerebbero «alcuni elementi di novità e ulteriori fonti di preoccupazione». Da qui un appello ai candidati presidenti alle prossime regionali affinché si impegnino per la messa in sicurezza dell’intero sistema. «Dopo oltre 20 mesi dall’incidente dell’8 e 9 maggio 2017, nella seduta del 21 dicembre 2018, la Regione Abruzzo ha depositato una bozza di delibera di giunta che dovrebbe definire le attività urgenti e indifferibili che Infn, Strada dei Parchi Spa e l’Ersi dovrebbero adottare», scrive l’osservatorio, «se la bozza di delibera allegata al verbale della riunione dovesse essere confermata ed effettivamente votata ci si troverebbe di fronte ad alcune prese di posizione da parte della Regione che potrebbero aiutare a fare chiarezza».
Nella delibera, infatti, la Regione assegnerebbe tre mesi all’Infn, dall’approvazione dell’atto, per presentare un piano per la dismissione degli esperimenti che comportano l’utilizzo di sostanze pericolose oltre la soglia prevista dalla cosiddetta direttiva Seveso, con le relative operazioni che dovrebbero concludersi entro il 31 dicembre 2019. «È un’indicazione importante, purtroppo arrivata con forte ritardo», scrive l’Osservatorio, «perché è dai primi anni 2000 che le associazioni ambientaliste chiedono di allontanare dai Laboratori quegli esperimenti inconciliabili con la presenza dell’acquifero del Gran Sasso. Allo stesso modo è importante l’affermazione circa la necessità di procedere alla preventiva valutazione di incidenza ambientale per tutti gli interventi e gli esperimenti che si andranno a fare sotto il Gran Sasso. Anche in questo caso ci si chiede perché per anni si è consentito di non rispettare un preciso obbligo di legge». Nel giudicare risibile la richiesta della terza galleria che sarebbe stata riproposta da Strada dei Parchi e riservandosi di fare le proprie valutazioni tecniche sugli interventi per l’impermeabilizzazione dei Laboratori e delle condutture «una volta che la Giunta regionale avrà approvato realmente la bozza di delibera presentata», le associazioni ambientaliste chiedono come mai alcuni interventi siano stati indicati come urgenti ed indifferibili, «mentre su altri ci si sia limitati a chiedere una valutazione di fattibilità tecnica con specifica analisi costi-benefici senza indicare i tempi entro cui concluderla e soprattutto chi dovrà effettivamente procedere a tale valutazione». Dubbi che per l’osservatorio «sono l’ovvia conseguenza dell’atteggiamento avuto dalla Regione Abruzzo in questi due anni», con la Giunta regionale, che «si è sempre rifiutata di far partecipare» le associazioni alla commissione tecnica per la gestione del rischio». Da qui l’appello ai candidati presidenti alle regionali affinché si impegnino, dopo le elezioni, a risolvere subito e in maniera definitiva la situazione di pericolo dell’acquifero e «a fare della trasparenza e della partecipazione elementi fondanti della loro azione di governo» .

