L’Osservatorio indipendente «Più trasparenza dagli enti»

7 Giugno 2018

TERAMO. L’invio di un dossier recapitato anonimamente all’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso offre al gruppo ambientalista lo spunto per tornare a chiedere agli enti preposti...

TERAMO. L’invio di un dossier recapitato anonimamente all’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso offre al gruppo ambientalista lo spunto per tornare a chiedere agli enti preposti maggiori informazioni sulla messa in sicurezza della falda acquifera minacciata dalla presenza dei laboratori di fisica e dell’autostrada. L’osservatorio fa sapere di avere ricevuto il 4 giugno scorso una relazione denominata “Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn. Affidamento di incarico professionale finalizzato allo studio ed alla definizione delle possibili soluzioni alternative volte alla razionale captazione e distribuzione delle acque potabili ed all’eventuale adeguamento della rete delle acque non potabili all’interno dei laboratori sotterranei”. Il documento, fa sapere ancora l’Osservatorio, «non contiene informazioni particolarmente rilevanti: trova però piena conferma la situazione di pericolo esistente dato che si parla di “rischio elevato di inquinamento della risorsa idrica”. Vengono prospettati vari interventi da fare in tempi brevi che richiederebbero circa 10 milioni di euro mentre non ci sono impegni sulla possibilità di allontanare dai Laboratori sotterranei le sostanze pericolose stoccate». Il gruppo ambientalista dice di non sapere se il documento recapitato sia o meno attendibile. «Quello che sappiamo è che gli Enti competenti dovrebbero relazionare in maniera pubblica sullo stato dell’arte essendo trascorso più di un anno dall’8 maggio 2017, quando l’ennesimo incidente provocò il divieto di consumo di acqua in gran parte della provincia di Teramo: 13 mesi e ancora non è stato presentato un vero progetto per la messa in sicurezza definitiva dell’acquifero, nonostante ormai tutti riconoscano che si sia di fronte ad una situazione di rischio poiché il sistema di captazione delle acque, legato alle opere di drenaggio delle gallerie autostradali e dei Laboratori di fisica nucleare, non è sicuro.»